I numeri di CasaPound: 20 arresti e 359 denunce in 5 anni

di Emma Bubola
I numeri di CasaPound: 20 arresti e 359 denunce in 5 anni

«Non serve utilizzare la legge Mancino o la legge Scelba per sciogliere CasaPound, basta il codice penale», dice il presidente dell’Osservatorio Nuove Destre, Saverio Ferrari

«Abbiamo espulso i due ragazzi accusati di stupro perché il nostro è un partito sia serio che etico» ha affermato Mauro Antonini, coordinatore di CasaPound della regione Lazio, in un'intervista a Open. I due ragazzi sono Francesco Chiricozzi e Riccardo Lecci e sono stati arrestati con l'accusa di aver violentato in gruppo una donna di 36 anni. «Noi siamo per condannare chiunque possa fare, o anche solo pensare di fare, una violenza su una donna, su un debole, su un indifeso o su una persona in condizioni di fragilità», ha dichiarato Antonini.

Di fatto, è la prima volta che CasaPound rende nota l'espulsione di un militante del suo partito per atti violenti, nonostante alcuni membri dell'organizzazione siano stati a più riprese indagati e condannati per aggressioni. Nell'ultima relazione pubblicata dal Viminale risulta che dal 2011 al 2016 ci sono stati 20 arresti (uno ogni tre mesi) e 359 denunce (circa una ogni 5 giorni) per membri di CasaPound, tra cui molte per violenze. Il documento era stato prodotto dopo un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministero dell'Interno, allora presieduto da Angelino Alfano, depositata dal deputato Sel Stefano Quaranta. Da allora non sono stati pubblicati altri dati ufficiali, ma tra il 2013 e il 2018 l'Osservatorio delle nuove destre ha recensito 66 aggressioni.

I numeri di CasaPound: 20 arresti e 359 denunce in 5 anni foto 2

L'arresto di Francesco Chiricozzi e Marco Licci

Per il Viminale però, la situazione è sotto controllo: secondo l'ultima relazione pubblicata, i luoghi di aggregazione sono regolarmente monitorati e le prefetture «svolgono una costante attività di prevenzione attraverso un attento monitoraggio e un'accurata raccolta informativa». Il ministro dell'Interno aveva accantonato nella sua analisi qualsiasi ipotesi di scioglimento del gruppo di estrema destra dichiarando che «non risultano pronunce giurisdizionali» su una possibile associazione tra l'organizzazione e il disciolto partito fascista.

«Non serve la legge Mancino per sciogliere CasaPound»

«Non serve utilizzare la legge Mancino o la legge Scelba per sciogliere CasaPound – ha affermato a Open Saverio Ferrari, alla guida dell'Osservatorio delle nuove destre, un'associazione che monitora i partiti di estrema destra - basta procedere con il codice penale ordinario». Secondo Ferrari, nell'attività dell'organizzazione, considerato «l'alto numero di persone coinvolte in episodi di violenza», non c'è bisogno di «ricorrere alle leggi che dovrebbero reprimere la riorganizzazione di un partito fascista poiché ci sono gli estremi di un'associazione a delinquere».

In Grecia, per esempio, dove non esiste il reato di apologia del fascismo, 69 membri del partito di estrema destra Alba Dorata, tra cui 18 parlamentari, sono attualmente sotto inchiesta per il reato di «organizzazione criminale». L'accusa si basa sull'articolo 187 del codice penale greco che definisce un'organizzazione criminale. Agli esponenti del partito sono contestati diversi crimini: tra questi, l'assassinio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, il tentativo di omicidio dell'egiziano Abuzid Embarac e di membri del Partito Comunista greco. 

Durante questo processo, una delle argomentazioni principali usate da Dimitris Christopoulos, presidente della Federazione internazionale dei diritti umani, è stata quella che la struttura verticale dell'organizzazione non permette nessuna libertà di azione in materia criminale ai suoi membri. Secondo l'accusa, i membri del partito hanno intrapreso azioni criminali contro gruppi specifici seguendo una strategia politica precisa, approvata dalla leadership.

Quella violenza che CasaPound non condanna

Nessuno delle centinaia di membri di CasaPound indagati o arrestati per pestaggi contro militanti di sinistra o cittadini stranieri sono stati espulsi dal partito. Lo stesso Chiricozzi, uno dei due indagati per lo stupro di Viterbo, era già stato sotto inchiesta per un pestaggio avvenuto nel febbraio 2017 ai danni di un giovane che aveva ironizzato su CasaPound su Facebook. Ma allora, non era stato espulso. Anzi, il leader di CasaPound Italia Simone Di Stefano aveva definito l'episodio su Radio24 «scaramucce sul territorio».

Così come non è stato espulso chi è stato indagato per tentato omicidio di un militante antifascista, aggredito lo scorso 12 gennaio mentre attaccava manifesti a Genova. Né i dieci finiti in carcere nel 2015 a Napoli per banda armata, detenzione illegale di armi, attentati incendiari e lesioni a pubblico ufficiale. Né chi è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 2 mesi per aver aggredito alcuni militanti del Partito Democratico. CasaPound aveva invece espulso Luca De Marchi, consigliere comunale di Mantova, per aver dichiarato la sua intenzione di partecipare al Gay Pride. 

I numeri di CasaPound: 20 arresti e 359 denunce in 5 anni foto 1

Oggetti trovati durante la perquisizione nelle abitazioni di alcuni militanti di CasaPound dopo l'aggressione di Genova