Salone del Libro, Altaforte è fuori

Regione Piemonte e Comune di Torino, i due soci fondatori del Salone, hanno preso posizione contro la casa editrice fondata da Francesco Polacchi, esponente di CasaPound. Gli organizzatori annunciano l’intenzione di «adeguarsi»

Il Lingotto apre i battenti per l'inaugurazione della 32esima edizione della kermesse, Altaforte non ci sarà. Di fronte alla decisione della città e della Regione, che del Salone del Libro sono soci, gli organizzatori annunciano infatti per bocca di Silvio Viale l'intenzione di «adeguarsi».

Chi ci sarà è invece Halina Birenbaum, 90 anni, sopravvissuta ad Auschwitz. «Le lasceremo la parola», annunciano la sindaca Chiara Appendino e il governatore Sergio Chiamparino, al termine di una lunga giornata di trattative. È stata proprio la poetessa polacca, 90 anni, oggi residente in Israele, a spingere le istituzioni all'esclusione.

«Altaforte fuori dal Salone del Libro». A Torino, Cinque Stelle e Pd si erano trovatid'accordo.Dopo l'esposto alla Procura contro la presenza della casa editriceal Salone del Libro, Chiara Appendino e Sergio Chiamaparinoavevanochiesto agli organizzatori di rescindere il contratto con Altaforte, il cui proprietario – Francesco Polacchi – è un esponente del partito di estrema destraCasaPound.

Nei giorni scorsi, Francesco Polacchi ha rilasciato un'intervista in cui ha detto di essere fascista(ora è indagato per apologia del fascimo). «Torino è antifascista», gli aveva risposto la sindaca Chiara Appendino,ma le polemiche erano cominciate già prima, tanto molti intellettuali e scrittori avevano deciso di disdire la loro partecipazione all'evento.

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Ansa/Nella foto, l'editore di Altaforte Francesco Polacchi (è il ragazzo con la camicia a righe e un bastone in mano) durante uno scontro tra studenti avvenuto a Novara nel 2008

Anche il Memoriale di Auschwitz aveva annunciato un aut aut:«O noi, o CasaPound- avevano scritto in una nota – spiegando che non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società».

Secondo la città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori dell'evento-«ènecessario tutelare la manifestazione, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone».

Per Appendino e Chiamparino, la partecipazione della casa editrice«rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti». Il timore di contestazioni ha sollevato inoltre «forti criticità e preoccupazioni da parte degliespositori».

La replica di Altaforte

«Èuna richiesta assurda – dice francesco Polacchi – abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo. Non so perché è stata fatta questa richiesta – continua- Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri».