Salone del Libro, Comune e Regione contro Altaforte: esposto per apologia di fascismo

di Redazione

L’attività dell’editore vicino a CasaPound sarebbe «estranea allo spirito del Salone del Libro»

Un nuovo tassello va ad aggiungersi alla querelle sulla casa editrice Altaforte che sarà presente al Salone del libro di Torino. La sindaca di Torino Chiara Appendino, di comune accordo con il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica circa la presenza della casa editrice vicina a Casapound alla kermesse torinese. 

L'attività di Altaforte è «estranea allo spirito del Salone del libro»

In una nota congiunta della sindaca e del governatore piemontese si legge: «Alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate a mezzo stampa e attraverso emittenti radiofoniche dal signor Francesco Polacchi, riteniamo il rappresentante della casa editrice Altaforte e la sua attività professionale nel campo dell’editoria estranee allo spirito del Salone del libro e, inoltre, vediamo nelle sue dichiarazioni pubbliche una possibile violazione delle leggi dello Stato».

Polacchi: «Sono fascista»

«Il rappresentante della casa editrice Altaforte e la sua attività professionale nel campo dell’editoria sono estranei allo spirito del Salone del libro», si legge nell’esposto presentato dopo le dichiarazioni di Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice che si è apertamente dichiarato «fascista». «L'antifascismo – si legge nella comunicazioe - è il vero male di questo Paese».

«L'intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello Stato di diritto»

«Anche la forma più radicale dell'intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello Stato di diritto»: questa la posizione comune della Regione e del capoluogo piemontese, resa nota dalla sindaca pentastellata con un post su Facebook.

https://www.facebook.com/chiaraappendinosindaca/posts/2476972505646684

La città di Torino e la Regione Piemonte intendono smuovere la magistratura affinché si valuti «se sussistono i presupposti per rilevare il reato di apologia di fascismo che prevede venga punito chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». La magistratura dovrà quindi valutare se sussistano o meno i reati di apologia di fascismo in violazione della legge Scelba 645 del 1952 e della legge Mancino 305 del 1993.

«Il fascismo è il male assoluto – dice il vicepremier Luigi Di Maio -, chi lo difende si mette contro la Costituzione e quindi condivido l'azione fatta al salone del libro di Torino con la denuncia degli editori Altaforte».

Foto copertina: Ansa | Nicola Lagioia, Chiara Appendino e Sergio Chiamparino al Salone del Libro 2017