Millennial e alpini: i giovani del raduno di Milano – Il video

Gli alpini riempiono le strade di Milano: perché gli adolescenti diventano penne nere e cosa ne pensano della leva obbligatoria di Salvini?

Le prime stime parlano di almeno mezzo milione di presenze nel capoluogo lombardo in occasione della novantaduesima adunata. Si tratta del quarto appuntamento sotto la Madonnina dopo quelli del 1959, del 1972 e del 1992. Gli alpini che si aggirano tra piazza Duomo e la galleria Vittorio Emanuele II di Milano festeggiano l’adunata tra cori e bicchieri di vino. Cent’anni di storia, tre giorni di appuntamenti e l’attesissima sfilata che si terrà domenica per le vie del centro di Milano.

I ragazzi, fieri del loro berretto verde, spiegano che gli alpini «aiutano la popolazione in tantissimi interventi, anche sconosciuti perché non vengono pubblicizzati, tipo terremoti e alluvioni». A motivarli, oltre allo spirito generoso e gratuito che caratterizza l’organizzazione, è anche «l’amore per la montagna» e «la capacità di resistere alla fatica in luoghi impervi e faticosi».

«Far parte degli alpini significa far parte di un corpo speciale dell’esercito», spiega a Open una giovane, «si fa molta attività fisica all’aperto e si riceve una preparazione speciale. Per questo molti alpini vengono mandati in tutte le missioni di pace».

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini poche settimane fa ha spiegato di voler reintrodurre il servizio militare obbligatorio «magari nel Corpo degli alpini». I giovani interpellati da Open sembrano essere d’accordo. «Molti ragazzi avrebbero bisogno di un periodo di formazione, non sanno cosa significa rispettare le regole. La leva obbligatoria sarebbe una crescita personale, aiuterebbe a capire com’è l’Italia, non solo la propria città o la propria regione», spiega un giovane.

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