Striscioni contro Salvini, il Viminale frena gli animi: si rimuovono solo per rischi gravi

«Ognuno può scrivere quello che vuole, basta che non metta in pericolo la sicurezza di cittadini e forze dell’ordine», ha commentato Matteo Salvini. Che ora teme l’effetto boomerang

Gli striscioni dovranno essere rimossi soltanto se provocano grave rischio per lo svolgimento dell’evento. E anche in questo caso, la decisione dovrà essere di competenza esclusiva del funzionario responsabile dell’ordine pubblico nel luogo del comizio.

«Ognuno può scrivere quello che vuole, basta che non metta in pericolo la sicurezza di cittadini e forze dell’ordine», ha commentato Matteo Salvini. Dal Viminale vorrebbero chiudere così la vicenda degli striscioni appesi, aperta di nuovo ieri 13 maggio da quello esposto sulla facciata di una casa abbandonata a Brembate, in provincia di Bergamo. «Non sei il benvenuto», c'era scritto. Una frase rivolta allo stesso Salvini, in visita nella cittadina per un comizio. Su ordine della questura, i vigili del fuoco lo avevano tirato giù con una gru, ma da questo episodio è divampata la polemica tanto sul diritto a manifestare quanto sull'uso dei vigili del fuoco.

Il ministero dell'Interno, scrive Il Corriere della sera, vorrebbe tagliare corto per evitare l'effetto boomerang del provvedimento: la protesta degli striscioni, infatti, minaccia già di sfuggire di mano tanto alla Polizia quanto al ministro dell'Interno. L'Unione degli studenti si sta preparando per allestire numerosi balconi di protesta in occasione dell'arrivo del titolare del Viminalea Campobasso il 15 maggio. E così il PD, che «prevede moltistriscioni sui balconi di Milano» nel giorno del comizio sovranista in piazza Duomo, quando il leader leghista parlerà al fianco di Marine Le Pen.

Una reazione a catena che potrebbe essere alimentata dalla foga di frenarla. E che il ministro Salvini potrebbe guardare negli occhi ogni volta che si presenterà l'occasione, visto che, stando ai dati, le giornate intere passate in Viminale dal ministro nel 2019 sarebbero appena 17, contro i 211 eventi elettorali ai quali ha partecipato nei 95 giorni di assenza.

Poco prima del caso di Brembate a Salerno si era verificata una situazione simile. Uno striscione con scritto «Questa Lega è una vergogna» era stato affisso da una signora anziana sul balcone della sua abitazione a Salerno, dove Salvini avrebbe tenuto di lì a poco un comizio. La Digos l'aveva poi obbligata a toglierlo, «per motivi di ordine pubblico».