Lo striscione contro la Lega rimosso a Salerno

di David Puente
Lo striscione contro la Lega rimosso a Salerno

Perché la Polizia ha chiesto la rimozione dello striscione? Ci sono state minacce? Cosa dice la legge? Alcune domande e alcune risposte sul caso di Salerno, che non è l’unico

Circola dal 6 maggio 2019 un video intitolato «Salvini a Salerno – gravissimo atto di repressione: polizia entra in casa di una signora anziana» dove una signora sarebbe stata obbligata dalla Digos a rimuovere uno striscione con la scritta «Questa Lega è una vergogna» dal proprio balcone. A breve distanza dall'abitazione c'erano i preparativi per il comizio di Matteo Salvini, un elemento che aveva «colorato» l'intervento delle Forze dell'Ordine di color verde Lega.

La donna, durante una conversazione che inizia intorno al minuto 2:24, spiega che lei poteva mantenerlo appeso nel balcone, ma che potendo incappare in una causa legale. aveva preferito rimuoverlo. Lo striscione, oltretutto, non era neanche suo. Ennio Riviello, il vero proprietario intervistato da Open, dichiara che avevano «discusso per venti minuti fino a quando la signora, chiaramente infastidita dalla situazione, ha deciso di assecondare le richieste delle autorità». Tra le critiche rivolte da Riviello c'era anche la questione dell'identificazione, sua e delle altre persone presenti, ritenendo l'azione «incomprensibile» da parte della Polizia.

Identificazione e la «denuncia»

Le Forze dell'Ordine riferiscono a Open che il ragazzo è stato effettivamente identificato, come da prassi, insieme a tutte le persone che erano presenti e protagoniste dell'evento. Un'azione comune e per nulla estranea alla Polizia, indifferentemente che al comizio ci fosse o meno Matteo Salvini o Matteo Renzi.

In merito alla questione «minaccia di denuncia», la Polizia aveva spiegato a Riviello – come lui stesso afferma a Open – che la ragione dell'invito alla rimozione era quella di garantire l'ordine pubblico. Nel caso contrario, come previsto dal codice penale all'articolo 650, lui e chi insieme a lui poteva essere punito secondo legge:

Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene , è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro.

Ci si domanda quale sia il problema nell'esporre uno striscione privo di insulti e che esprime una legittima opinione. Consultando il Brocardi, la scelta della Polizia risulterebbe quella di mantenere la tranquillità pubblica e la pace sociale dei presenti, così come la «sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità, alla tutela della proprietà». Si potrebbe parlare, dunque, di un'azione preventiva di fronte a eventuali manifestazioni contrarie e/o scomposte al messaggio dello striscione da parte dei sostenitori leghisti.

Succede solo con Salvini?

Ciò che è avvenuto a Salerno non risulta essere un caso unico. È avvenuto anche in passato, con governi diversi, in maniera molto più diretta e con gli agenti in tenuta antisommossa in determinate occasioni. 

2013: rimosso striscione a favore di Berlusconi

In un articolo di Libero del 27 novembre 2013 leggiamo: «la libertà di espressione e soprattutto di protesta del popolo del centrodestra non è stata compresa. Anzi è stata moderata per bene». La Polizia, infatti, aveva rimosso uno striscione con la scritta «È colpo di Stato» – per contestare la decadenza di Silvio Berlusconi - affisso dagli attivisti del Cavaliere sulla facciata della sua residenza romana, ossia palazzo Grazioli.

2016: «Censurato striscione anti-Renzi»

Una vicenda simile era avvenuta nel settembre 2016 con un altro striscione, ma all'epoca un altro Matteo veniva contestato: «Renzi, non siamo su scherzi a parte». Lo striscione venne appeso di fronte alla sede di Forza Italia a Prato in vista dell'arrivo di Matteo Renzi, ma la Questura ne dispose la rimozione al fine di placare gli animi e gestire al meglio l'ordine pubblico per l'arrivo dell'allora Presidente del Consiglio. Non mancarono le proteste da parte dell'opposizione, definendo la scelta del Questore come una «censura degna di Stalin». L'operato e la messa in sicurezza dell'ordine pubblico da parte della Polizia è lo stesso per entrambi gli episodi, ma cambiano i governi e cambiano le opposizioni. All'epoca Franco Gabrielli era già Capo della Polizia essendo stato nominato ad aprile di quell'anno.

2017: lo striscione contro Minniti a Livorno

Uno striscione con la scritta «L'unica sicurezza è quella sociale, un lavoro e una casa dove stare! Attaccate poveri e migranti per coprire le vostre colpe. Il vero nemico siete voi e non chi fugge dalla fame e dalle bombe. Minniti Boia!» venne rimosso a Livorno nel luglio 2017 dalla Polizia di Stato – in tenuta anti-sommossa - in collaborazione con i Vigili del Fuoco. Il sindaco Nogarin (M5S) criticò l'operato delle Forze dell'Ordine, i quali erano intervenuti sempre per una questione legata all'ordine pubblico.

Lo striscione contro la Lega rimosso a Salerno foto 1

2017: a Cuneo rimosso striscione CasaPound contro il Papa

I militanti di CasaPound, in contrasto con le dichiarazioni di Papa Francesco sullo Ius Soli, avevano appeso uno striscione in via Savona a Cuneo. Venne rimosso poco dopo dalle Forze dell'Ordine.

I manifesti e le citazioni di Matteo Salvini contro i napoletani