Salvini contestato a Salerno, interviene la Digos: «Ci hanno identificati e hanno chiesto di rimuovere lo striscione» – L’intervista

Secondo i testimoni, le autorità sarebbero entrate nella casa di una signora che aveva offerto il suo balcone per l’esposizione dello striscione. Ennio Riviello, uno dei due cittadini che hanno appeso la scritta: «Siamo stati tutti e tre identificati. È stata un’azione incomprensibile»

«Questa Lega è una vergogna». Lo striscione esposto durante la visita di Salvini a Salernoè statorimosso dopo l’intervento di due agenti della Digos.È quanto raccontato da Ennio Riviello, uno dei duecittadini convolti nell’accaduto. «Eravamoa casa di questa signorache ci aveva gentilmente permesso di appendere lo striscione fuori da casa sua, quando due agenti della Digos hanno bussato alla porta», racconta a Open Riviello.

«La frase richiama un passaggio di una canzone di Pino Daniele. Gli agenti ci hanno chiesto di rimuovere lo striscione minacciando di denunciarci», continua Riviello, «abbiamo discusso per venti minuti fino a quando la signora, chiaramente infastidita dalla situazione, ha deciso di assecondare le richieste delle autorità». Nel video, si sente la voce di una donna che racconta una storia leggermente diversa da quella raccontata da Riviello: gli agenti avrebbero consigliato di rimuovere lo striscione per evitare una denuncia.

Il ministro dell’Interno si trovava a Salerno per il suotour elettorale campano. «Ci hanno detto che si trattava di una questione di ordine pubblico. Ma, come liberi cittadini, non capiamo perché la Digos debba intimare a un privato di rimuovere uno striscione che, tra l’altro, non conteneva simboli politici».

«Siamo stati tutti e tre identificati», sottolinea Riviello. «Èstata un’azione incomprensibile, considerato che lo striscione non si affacciava sulla piazza dove Salvini avrebbe tenuto il comizio, non era visibile nédal pubblico nédal ministro dell’Interno. Salvini avrebbe potuto fare riprese senza avere il nostro striscione nelle inquadrature».

«Ci è sembrato strano che ci avessero identificato», continua Riviello,«dopo non aver ricevuto spiegazioni siamo stati costretti a rimuoverlo poco prima dell’inizio dell’intervento di Salvini».

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