Omicidio Monterotondo, cosa dice il provvedimento con cui il pm ha scarcerato Deborah

La ragazza che ha ucciso il padre nel corso di una lite è stata scarcerata su decisione del procuratore capo Francesco Menditto

Il procuratore capo di Tivoli ha deciso già questa mattina, 21 maggio, di scarcerare la giovane Deborah Sciacquatori, la ragazza che – secondo i primi racconti confermati anche da testimoni – ha ucciso il padre nel corso di una lite, dopo ripetuti maltrattamenti nei confronti suoi, della madre e della nonna.

L’uomo, ex pugile di 41 anni, aveva problemi di alcol e nel paesino di Monterotondo, alle porte di Roma, girava da tempo la voce che picchiasse moglie e figlia.

Il nuovo reato

Il procuratore, Francesco Menditto, nel provvedimento di una pagina con cui ha scarcerato Deborah, ha deciso fin da subito di credere a questa versione dei fatti (anche se le indagini continuano).

La ragazza, diciannovenne, è ora indagata per eccesso colposo di legittima difesa e non più per omicidio. Ma con la decisione di oggi, il magistrato annuncia già che presto potrebbe essere applicata la “scriminante” (ovvero la giustificazione che rende non punibile un reato) della difesa legittima.

Perché è stata scarcerata

Scrive il pm, infatti, che il delitto è maturato in un clima familiare ostile e che solo così si può spiegare il comportamento della ragazza. Per questo, la procura non chiede la convalida dell’arresto, avvenuto domenica 19:

L’aggressione deve essere contestualizzata nel più ampio quadro di maltrattamenti subiti da anni dalla giovane arrestata, dalla madre e dalla nonna paterna.

L’atto compiuto da Debora Sciacquatori, dunque, si può qualificare, allo stato – salvo ogni altra valutazione e approfondimento investigativo sulla sussistenza della condotta scriminata dalla legittima difesa – come un episodio di eccesso colposo.

Dunque, Deborah torna a casa e salvo colpi di scena presto potrebbe essere scagionata completamente. La conclusione del magistrato sembra già farlo intendere:

Anche alla luce della personalità della ragazza, non si ritengono sussistenti le esigenze cautelari, essendosi trattato di un episodio che chiaramente determinato da un contesto familiare difficilmente replicabile.

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