L’azienda che dà un bonus a chi fa figli: «La famiglia non è in contrasto con il lavoro» – L’intervista

Una mensilità in più in busta paga per chi diventa genitore. Il presidente dell’agenzia a Open: «I lavoratori devono essere messi nelle condizioni di vivere la propria vita senza l’ansia di perdere il lavoro»

31 bambini in più nell’ultimo anno. Questo è il risultato degli incentivi alla natalità avviati dall’agenzia per il lavoro Eurointerim di Padova, che ha stanziato 70mila euro per favorire la natalità tra i propri dipendenti.

L’incentivo, pari a una mensilità in più versata al momento della nascita del figlio, è rivolto a tutti i 150 dipendenti. Alle madri e ai padri biologici, ma anche a chi sceglie di adottare: «Questa iniziativa rientra all’interno del nostro welfare aziendale», ha spiegato Luigi Sposato, presidente di Eurointerim.

Star Bene in Azienda 2018-2019.Eurointerim Spa ha pensato per il 2018-2019 un incentivo alla #natalità. Ad ogni…

Posted by Eurointerim Spa on Friday, May 24, 2019

Dove le politiche nazionali non arrivano, sono ancora una volta le aziende ad andare incontro ai bisogni dei propri dipendenti. «I lavoratori devono essere messi nelle condizioni di vivere la propria vita senza l’ansia di perdere il lavoro qualora volessero metter su famiglia», dice Sposato.

Ed è una strategia che, secondo il presidente, giova anche al benessere dell’azienda: «Per noi non è una perdita, ma un investimento. Abbiamo un turnover quasi inesistente, la fedeltà è alle stelle. Tutti i nostri dipendenti usufruiscono di permessi e dello smart working quando ne hanno necessità. Abbiamo allestito anche degli spazi dove i genitori possono portare i ragazzi mentre lavorano e devo dire che è stata una cosa che ha avuto un enorme successo».

Mentre i bonus e gli investimenti del decreto Famiglia voluto dal Governo sono ancora incerti, a far dormire sonni tranquilli alle neomamme ci pensa l’azienda: «Noi crediamo che non sia utile a nessuno vivere la gravidanza con la preoccupazione di perdere il lavoro. E andrebbero tutelate tutte le mamme, non solo le nostre dipendenti».

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