Elezioni a Gioia Tauro, niente fascia tricolore per Diego Fusaro

Ha conquistato l’ultima posizione, con il 2,84% dei voti. Della sua disfatta, su Twitter, nessuna traccia

Si era candidato nella cittadina calabra di Gioia Tauro, Diego Fusaro, il filosofo, scrittore e pensatore nato e cresciuto a Torino. Ma la verve utilizzata per commentare i risultati elettorali europei di domenica non è quella che ha usato per il suo risultato elettorale, nel senso che di post, o messaggi di qualsiasi genere non v’è traccia alcuna.

Dopo una campagna elettorale a colpi di tweet, Fusaro – tallonato da altri quattro candidati – ha perso, arrivando ultimo, con il 2,84% dei voti, pari a 281 preferenze. Niente fascia tricolore, dunque, per il più grande oppositore del «turbocapitalismo apolide e sradicante».

Con più di 20 mila abitanti,  Gioia Tauro se la vedrà ora con il ballottaggio -previsto per il 9 giugno- tra Aldo Alessio (sostenuto da due liste: La Città Futura e Avanti Tutta) e Raffaele D’Agostino (in precedenza vicesindaco e consigliere comunale e provinciale sostenuto dalla lista Gioia Tauro ci Lega e dall’Udc). Il primo si attesta al 44,71%, il secondo al 24,53%.

«Anche la storia, diceva Hegel, ha la sua ironia. E così +Europa, non avendo raggiunto il 4 per 100, resta confinata nel perimetro nazionale italiano», ha preferito dribblare Fusaro, commentando la sconfitta di +Europa alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Avvenuta, appunto, assieme alla sua.

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