L’Oms riconosce la sindrome da burnout: lo stress da lavoro è un disturbo

Spossatezza, isolamento, negatività, fino alla depressione. Sintomi che colpiscono anche i disoccupati

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha ufficialmente riconosciuto la sindrome da burnout come una condizione medica patologica. La patologia è simile alla condizione comunemente chiamata “stress da lavoro”, ma ha tratti ben più invalidanti che potrebbero peggiorare nel tempo.

Cos’è la sindrome da burnout

La sindrome nasce e si sviluppa da un’eccessiva esposizione a eventi stressanti sul posto di lavoro, che si protraggono per lungo periodo di tempo, senza però essere gestiti in modo appropriato. I sintomi possono essere vari e più o meno severi.

La sindrome da burnout causa mancanza di energia, spossatezza, isolamento progressivo dal lavoro, diminuzione dell’efficienza professionale e aumento delle sensazioni di negatività, che può sfociare in vera e propria depressione associata a stati di ansia e panico.

Gli stessi sintomi sono stati riscontrati anche in alcuni pazienti che si trovano in una posizione di apparente assenza di stress da lavoro, vale a dire nei disoccupati.

Questa condizione opposta è caratterizzata da un continuo stress psicologico a cui si è sottoposti e a cui non sempre si riesce a porre rimedio. Se protratta per un lungo periodo di tempo, può causare la stessa sintomatologia causata dal “troppo lavoro”. 

Il burnout diventerà ufficialmente una disturbo nel 2022

L’Oms ha inserito questa patologia nell’undicesima revisione dell’elenco internazionale delle malattie riconosciute a livello mondiale, che entrerà in vigore a partire da gennaio 2022. Sebbene i primi studi sulla sindrome da burnout risalgano agli studi dello psicologo Herbert Freudenberger del 1974, la patologia è stata riconosciuta solo nel 2019.

L’Oms ha fornito ai medici le direttive per diagnosticarla con precisione al fine di non confonderla con altre patologie che hanno sintomi simili. È importante sottolineare che la patologia non può essere autodiagnosticata o comparata alla sola semplice stanchezza da lavoro.

A chi affidarsi per sconfiggere la sindrome da burnout

La sindrome da burnout dovrà sempre essere diagnosticata e monitorata da medici competenti, che possano fornire un piano di supporto multidisciplinare (psicologico, psichiatrico, cognitivo-comportamentale e di altre specializzazioni mediche), nonché strumenti utili per fronteggiare questa patologia.

L’approccio dovrà essere volto ad ammortizzare i carichi di stress del lavoratore e della persona in difficoltà lavorativa, al fine di non portarla all’isolamento, alla depressione e a quadri clinici più difficili complessi e consolidati. 

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