Venezia, il Comitato “No grandi navi”: «I nostri avvertimenti rimasti inascoltati» – L’intervista

Loredana Spadon e Cristiano Gasparetto hanno raccontato a Open i rischi per la città lagunare causati dal passaggio delle grandi navi

«È stato un incidente annunciato» quello avvenuto questa mattina nel canale della Giudecca, a Venezia, dove una nave da crociera della Msc si è scontrata con un battello turistico, causando – per fortuna – soltanto 4 feriti lievi. A dirlo è Loredana Spadon, del Comitato “No grandi navi”.

La nave Opera era in attracco al molo di San Basilio quando ha tamponato il battell sul lato di poppa: secondo Davide Calderan, il presidente della Rimorchiatori Uniti Panfido (la società che stava guidando la Opera), la Msc aveva un motore in avaria. I rimorchiatori che la stavano trascinando hanno provato a fermarla prima che andasse contro il battello, ma il cavo di traino si è rotto.

Il Comitato: «Perché diciamo “No” alle grandi navi in laguna»

«Avevamo ragione, lo diciamo da anni: “Le navi devono stare fuori dalla Laguna”», dichiara Loredana Spadon a Open. «Da tempo le nostre richieste vengono rimbalzate, posticipate. Giù, con l’incidente della Concordia, si era deciso che le navi dovessero stare lontano dai centri cittadini e invece tutti hanno deciso bellamente di disinteressarsi».

Il comitato conduce da anni una battaglia contro gli “inchini” delle enormi navi da crociera nella laguna. «Alla base delle nostre ragioni ci sono motivi strutturali – spiega Cristiano Gasparetto, ambientalista del Comitato. Le navi, sollevando dei sedimenti, fanno uscire un milione di metri cubi all’anno che vanno a svuotare il fondo della laguna cambiandone l’essenza naturale».

Secondo il Comitato, di incidenti in laguna ne sono capitati diversi: «Il passaggio davanti a piazza San Marco è insostenibile – continua Gasparetto – Alle nostre richieste le autorità hanno risposto proponendo di portare le navi a Marghera, ma questa operazione richiede anni, va attrezzata tutta la banchina, è un prendere tempo in maniera che le cose rimangano come sono adesso: le navi passano, vanno nel canale della Giudecca, sono pericolose e come abbiamo visto questa mattina possono creare incidenti».

Ma a preoccupare il comitato è anche e soprattutto l’aspetto ambientale: «Abbiamo condotto svariati studi che certificano come queste navi provochino un inquinamento atmosferico altissimo: la Laguna di Venezia è il secondo, o il terzo sito più inquinato della Pianura Padana».

E la situazione – sempre secondo il comitato – non cambierebbe nemmeno nel caso in cui le navi fossero trasferite a Marghera. Ci siamo battuti contro il Mose, sottolinea Gasparetto, «e avevamo ragione. Vorremmo, almeno per le grandi navi, evitare un’altra tragica esperienza».

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