Donazione degli organi: raddoppiano le dichiarazioni di volontà. E i millennials sono i più generosi

di OPEN

Secondo il Sit, il sistema informativo trapianti, sono più di 5 milioni e mezzo, il doppio rispetto a soli 15 mesi fa

Più di 5 milioni e mezzo di italiani hanno espresso la volontà di donare gli organi. I dati raccolti dal SIT (il Sistema Informativo Trapianti istituito con la legge Quadro del 1999) il 5 maggio 2019 parlano di un abbondante raddoppio in soli 15 mesi, passando dai 2,5 milioni registrati al dicembre 2017 ai 5,6 di oggi.

Il merito, secondo l’associazione AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi) e secondo il Centro Nazionale Trapianti, è anche dell’iniziativa “Una scelta in Comune” attiva negli ultimi anni e che prevede, nei Comuni italiani che vi aderiscono, un obbligo per gli operatori dell’anagrafe di chiedere una dichiarazione di volontà ai residenti maggiorenni che si recano agli sportelli per rinnovare la carte di identità.

Il progetto pilota era già partito nel 2012 in Umbria, incrociando l’operato delle Regioni, dell’AIDO, del CNT e delle ASL. Dato il successo, negli ultimi anni la lista dei comuni aderenti è salita, e le dichiarazioni di volontà (positive e negative) hanno visto un aumento omogeneo su tutto il territorio nazionale. Su tutte, svettano per operatività le Regioni del centro-nord (Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia).

Fonte: SIT e AIDO

Aido: «La media dei possibili donatori è tra i 18 e 25 anni»

Ma non c’è solo l’attività comunale. Una delle policy dell’associazione AIDO, infatti, è la formazione e l’informazione nelle scuole. Step necessario per preparare i cittadini alla scelta consapevole ancor prima che diventino maggiorenni. Il loro lavoro nelle classi delle elementari e, grazie al supporto del Centro Nazionale Trapianti, anche tra i ragazzi delle medie e degli istituti superiori, ha portato a un abbassamento dell’età media dei possibili donatori.

Secondo i dati raccolti, che riguardano solo le dichiarazioni positive, la media è tra i 18 e i 25 anni. Più alta è invece quella riportata dal CNT, che va dai 30 ai 45. «Non è facile capire quanto, di anno in anno, i possibili donatori abbiano variato la loro età media», spiegano dall’AIDO. «Ma è sicuro che la continua formazione nelle scuole stia portando a una maggior consapevolezza tra i giovanissimi».

I rischi di una scelta «impulsiva»

Quello dei 5 milioni è un traguardo importante, certo. Ma come fa notare l’AIDO, non si tratta di dichiarazioni uniche. Nulla vieta a chi dichiara la propria volontà per la donazione degli organi di farlo in occasioni e in sedi diverse (siano Aido o centri di trapianto o anagrafi), e il sistema non si è ancora mosso per la scrematura dei doppioni.

Ma quella del conteggio ufficiale non è la sola problematica a cui si va incontro. «La scelta di porre la domanda al momento del rinnovo della carta di identità», spiegano dall’ufficio dati dell’AIDO, «pone davanti a una questione non secondaria. Molti dei residenti che non hanno familiarità con la questione e non hanno avuto il tempo di riflettere scelgono o di non rispondere alla domanda o di dire di no».

Fonte: SIT e AIDO

L’iniziativa, tra l’altro, non prevede uno sportello presso il quale i cittadini possono recarsi in un secondo momento per approfondire o per rivedere la propria scelta. «È vero che le dichiarazioni positive sono aumentate», dicono ancora dall’Aido. «Ma lo sono anche quelle negative. E a questo va posto rimedio».

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