Gli italiani bocciano i minibot, ma Borghi tira dritto: «Decidiamo noi, non Tria»

Il presidente della Commissione attacca il ministro dell’Economia: «È giusto che un tecnico abbia le sue convinzioni, ma la responsabilità politica è nostra. Decidiamo noi»

I MiniBot non convincono gli italiani. A rivelarlo è un sondaggio Ipsos pubblicato oggi 15 giugno sul Corriere della Sera. Secondo l’istituto guidato da Nando Pagnoncelli soltanto il 22% li riterrebbe utili, il 35% pericolosi, perché rischierebbero di diventare una sorta di moneta parallela vietata dai trattati Ue, il 24% li considera inutili (gli altri intervistati non si sono espressi).

Interessante notare come all’interno dello stesso sondaggio Ipsos la questione dei minibot vada in controtendenza rispetto al consenso del Governo, ancora maggioritario, anche se in calo di 4 punti rispetto alle ultime rivelazioni.

Se sul tema dello scontro con la Ue sulla possibile procedura d’infrazione prevale la prudenza (solo il 17% crede che bisogna tener duro), mentre sulle responsabilità della non semplice situazione economica italiana, la maggioranza degli elettori sembra ancora sposare le tesi dell’esecutivo, attribuendo le responsabilità ai precedenti governi. La pensa così il 54% degli italiani: cifra che, appunto, coincide praticamente con il valore del consenso dell’alleanza gialloverde.

La versione di Borghi

Ma qual è oggi la posizione del governo sui minibot e su una possibile uscita dall’euro che gli italiani sembrerebbero decisamente non volere? Annalisa Cuzzocrea su Repubblica lo ha chiesto a Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera e consigliere economico di Matteo
Salvini
. Per Borghi l’Italiexit sarebbe da mettere in moto subito, e di corsa, ma verrà rispettato il contratto di Governo (che non la prevede).

Secondo Borghi i minibot non sono una moneta parallela, ma «un metodo di pagamento come la carta di credito»: non un’alternativa all’euro, quindi, ma una possibilità di rifugio in caso di «un attacco hacker e [qualora] si blocchi il sistema normale dei pagamenti: le carte di credito, le cose legate all’euro», oppure «un attacco economico».

Borghi si rifà ancora al contratto di governo che, all’articolo 11, prevede appunto i minibot. Sulle perplessità di Conte e Tria commenta: «Credo che Tria e Conte siano spaventati dall’ondata di disinformazione che c’è stata. Sono fiducioso che si convinceranno».

Per il presidente della Commissione bilancio, però, se il via libera non dovesse arrivare dal governo, per uno stop del ministro delle finanze, ci dovrà pensare il Parlamento: «È giusto che un tecnico abbia le sue convinzioni, ma – conclude Borghi – la responsabilità politica è nostra. Decidiamo noi»

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