Borghi rispolvera un evergreen: «Se non riusciamo a cambiare l’Ue, ne usciamo». Ma Salvini lo smentisce

di Redazione

Il responsabile economico della Lega ripropone uno dei suoi cavalli di battaglia. Mentre gli alleati di governo M5S dichiarano di volere «ricominciare a credere nel sogno europeo»

Il responsabile economico della Lega torna su uno dei suoi cavalli di battaglia, la possibile uscita dall'euro. Intervenendo a un dibattito della Cisl a Milano, Claudio Borghi ha detto: «Penso che questa opportunità sia l'ultima. Se dopo queste elezioni ci saranno i soliti "mandarini" guidati dalla Germania a guidare le politiche economiche, sociali e migratorie, a uso e consumo della Germania e a nostro danno, io dirò di uscirne. O riusciamo a cambiarla o dovremo uscirne». A correggere il tiro è intervenuto leader leghista Matteo Salvini: «Nessuna intenzione di uscire dall'Unione europea».

A pochi mesi dalle elezioni europee e di fronte a una crescente tensione con le attuali istituzioni comunitarie, Borghi (da anni teorico dell'uscita dall'euro) ha riproposto dunque il tema: «Il progetto della Ue è fallimentare e tossico per l'Italia. Se l'ambiente rimane tossico, io dirò: "andiamo fuori"».

Una frase provocatoria che arriva nel giorno in cui gli alleati di governo presentano i possibili alleati alle Europee, dove Lega e Movimento 5 Stelle saranno avversari, ma anche Lega e Forza Italia. «Vogliamo cambiare l'Europa, migliorarla ma non abbandonarla», ha chiarito invece Salvini.

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Il capogruppo alla Camera Francesco D'Uva ha allontanato invece ogni possibile scenario di uscita dall'Euro e dalle istituzioni europee: «Vogliamo ricominciare a credere nel sogno europeo, una grande casa comune che protegga i cittadini e liberi i governi dai vincoli assurdi dell'austerity».