Morte di Francesco alla Sapienza, il rettore contro le «feste non autorizzate»

di OPEN

Il giovane era stato portato d’urgenza al Policlinico Umberto I, ma non c’è stato nulla da fare. Continuano le polemiche sull’iniziativa

Non ce l’ha fatta Francesco, il ragazzo di 25 anni che durante l’iniziativa Notti Bianche all’Università Sapienza di Roma è rimasto coinvolto in un grave incidente ed è stato ricoverato d’urgenza al Policlinico Umberto I. Francesco aveva provato a scavalcare i cancelli dell’ingresso principale di Piazzale Aldo Moro, non è ancora chiaro in quali circostanze e perché. Durante il tentativo di passare i cancelli si è reciso l’arteria femorale.

Secondo i racconti di alcuni dei giovani presenti, l’incidente sarebbe successo a notte fonda, dopo le 2 di notte, tra il 21 e il 22 giugno, quando ormai l’evento stava finendo e i cancelli garantivano il libero accesso senza ticket (intorno alla cifra simbolica di 2 euro). L’ambulanza, che era già sul posto per la sicurezza della manifestazione culturale e musicale, ha soccorso immediatamente il giovane.

Francesco non ce l'ha fatta. Come tanti di voi siamo sconvolti da quanto accaduto nelle ultime ore. Ci sentiamo solo di…

Posted by Sapienza in Movimento on Sunday, June 23, 2019

«Chiunque era lì ha aiutato a soccorrerlo», spiega una testimone. «L’ambulanza era già dentro, come sempre alle feste [dell’Ateneo, ndr]. Hanno fatto di tutto per aiutarlo. E dopo che è successo, la festa è finita. Nessuno ha continuato a fare festa mentre lui stava morendo». Subito dopo l’accaduto, tra gli studenti della Sapienza è partito il tam tam di messaggi per cercare donatori di sangue.

Ieri sera, mentre era in corso l'iniziativa, un ragazzo è rimasto ferito in un incidente ed è stato immediatamente…

Posted by Notte Bianca Sapienza on Saturday, June 22, 2019

Cos’è Notti Bianche alla Sapienza

L’iniziativa, organizzata autonomamente da alcuni collettivi dell’Università, è un festival che si tiene ogni anno dal 2005 e che vede alternarsi performance artistiche, dibattiti, concerti e momenti di sport. Quest’anno, il nome scelto era “Sapienza Porto Aperto”, mentre il tema era «Coesistenze nella metropoli. Costruiamo relazioni, non identità».

L’evento, però, è stato messo sotto accusa dal rettorato: a gennaio 2018 il rettore Eugenio Gaudio ha firmato un nuovo regolamento per disciplinare gli eventi ludici all’interno degli spazi della Sapienza, prevedendo un’autorizzazione per l’organizzazione degli eventi solo a chi è iscritto all’albo delle associazioni studentesche. Nel caso di Notti Bianche, si tratterebbe in parte di collettivi spontanei.

Le polemiche

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha commentato in una nota che il suo partito «depositerà un’interrogazione al Governo» perché «la Sapienza e tutte le università italiane siano liberate dai teppisti dei centri sociali e riconsegnate agli studenti».

«Epilogo purtroppo possibile, quando si consente che dei farabutti occupino le università per organizzare in continuazione feste illegali (a pagamento), senza rispettare alcuna norma di sicurezza – continua – Zone franche ostaggio dell’estrema sinistra per la quale la legge sembra non valere, nonostante le ripetute denunce fatte dal rettore della Sapienza. Un pensiero al giovane deceduto per colpa di questo lassismo».

Anche Matteo Salvini ha commentato la morte del ragazzo: «È inaccettabile morire a 26 anni per partecipare a un concerto illegale all’interno di una università pubblica come La Sapienza», ha detto. «La responsabilità di questa morte è anche di chi permette queste illegalità da troppo tempo, tra occupazioni di aule e feste non autorizzate con uso e abuso di alcolici e altre sostanze».

Definendo l’iniziativa un “rave”, Salvini ha poi puntato il dito contro il rettore: «Proprio il 13 giugno scorso nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Roma era stato affrontato il tema dei rave, e ora che ci è scappato il morto il Rettore è chiamato a risponderne. Domanderò al collega Bonafede quante denunce ed esposti sono fermi in procura e su quali scrivanie. Mi aspetto che vengano ripristinate legalità e diritto allo studio per tutti, con la liberazione di ogni spazio occupato abusivamente e la sospensione di ogni attività illecita. La pacchia deve finire per rispetto delle migliaia di studenti e professori che vanno in Università per imparare e lavorare, non per fare casino».

La posizione del rettore

Insistendo anche lui sulla definizione di “rave”, il rettore Gaudio aveva espresso più volte la sua lontananza dall’iniziativa culturale studentesca. Dopo averla condannata più volte sulle pagine del Messaggero, il 23 giugno ha risposto alle domande del Corriere della Sera: «Questa iniziativa non era autorizzata e né ci è stata chiesta un’autorizzazione, non appena ne abbiamo avuto notizia in via informale dai social e dai volantini che circolavano in facoltà abbiamo tempestivamente informato il commissariato dell’università, quello di zona, i carabinieri e la Guardia di finanza chiedendo di svolgere tutte le attività di competenza, anche preventiva. Se poi la manifestazione avviene lo stesso, facciamo denuncia in procura».

Niente di culturale, dunque, per il rettore, che però era a conoscenza dell’evento e non aveva sporto denuncia. «Presenteremo un nuovo esposto alla procura», ha sottolineato, «che per questi rave illegali ha già indagato 21 persone, e ai ragazzi dico: basta alcol e droga, divertitevi in modo sano»

La risposta degli studenti

A seguito della notizia della morte di Francesco, gli studenti dei collettivi che hanno organizzato “Sapienza Porto Aperto” hanno diffuso una nota per fare chiarezza sulle condizioni di svolgimento dell’evento. «È necessario, però, viste le falsità raccontate da una parte – fortunatamente solo una parte – della stampa, precisare alcune verità in merito ai fatti accaduti venerdì 21 sera/notte durante lo svolgimento di Sapienza Porto Aperto».

Purtroppo, poche ore fa è giunta la notizia che non avremmo mai voluto sentire. Notizia drammatica e straziante per…

Posted by Notte Bianca Sapienza on Sunday, June 23, 2019

Dopo aver espresso vicinanza ai famigliari del giovane, i ragazzi continuano con una lista di punti su cui porre l’attenzione:

«1. Non vi era alcun “ticket d’ingresso”, ma una semplice offerta libera. Il cancello di piazzale Aldo Moro era aperto;
2. Sapienza Porto Aperto non è stato un rave. È stata piuttosto un’iniziativa artistico-culturale articolata in dibattiti sull’attualità, sport, musica, danze, live painting; ideata e realizzata per vivere e attraversare la città universitaria in modo diverso dal solito;
3. Francesco è stato soccorso dall’ambulanza già presente in città universitaria, perché garantita, come sempre in questi casi, dalle studentesse e dagli studenti: la sicurezza e la tutela di tutte/i, infatti, è stata, come avviene in ogni occasione del genere, messa al primo posto;
4. Appena conosciuta la gravità dell’incidente occorso a Francesco, in un luogo della città universitaria distante dagli eventi artistici e musicali, questi ultimi sono stati immediatamente interrotti e, con la collaborazione di tutte le studentesse e tutti gli studenti, i tanti convenuti hanno tempestivamente lasciato la città universitaria».

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