In Francia l’offensiva anti-sprechi alimentari: multe e start up per recuperare il cibo da negozi e ristoranti

Le donazioni di cibo alle associazioni di volontariato sono aumentate del 22% nell’ultimo anno

C’è un avvocato a Parigi che si chiama Arash Derambarsh e negli ultimi tempi ha avviato una campagna contro gli sprechi alimentari. Per farlo, raccoglie fotografie e segnalazioni; presto affronterà una causa contro un supermercato reo di non rispettare le leggi che obbligano i grandi marchi a donare i prodotti alimentari rimasti invenduti. È la prima volta in Francia.

Nel 2016 la Francia ha approvato infatti un pacchetto di leggi volte proprio a ridurre gli sprechi in campo alimentare: i punti vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati devono mettersi in contatto con associazioni di volontariato per regalare loro tutti i prodotti invenduti così da ottenere agevolazioni fiscali.

Un’iniziativa che in questi anni ha portato i suoi frutti: le donazioni da parte delle grandi catene sono infatti aumentate del 22% nell’ultimo anno, come spiega il quotidiano la Repubblica.

Ma c’è di più. Il governo francese ha deciso, quest’anno, di aumentare le sanzioni: fino a 3.500 di multa per chi non si attiene alle regole. Inoltre l’obbligo “anti-spreco” è stato esteso anche a ristoranti, mense e alle piccole attività commerciali che vendono prodotti alimentari.

Inoltre, nascono di continuo nuove start up che lavorano nel settore: è il caso di Phénix e Too Good To Go, che mettono in collegamento negozi di quartiere e ristoranti con le famiglie per consentire a quest’ultime di acquistare cibo a prezzi stracciati.

L’unico nodo ancora da sciogliere, rimane quello degli sprechi nelle case, che rappresenta il 40% del totale. Si stima che un francese butti circa 29 chili di cibo l’anno, 7 dei quali confezionato.

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