Quanto costa a noi (e all’ambiente) portare i rifiuti di Roma in Svezia

Roma smaltirà i rifiuti nei termovalorizzatori degli altri, con ingenti costi anche per l’ambiente

C’è qualcosa che non torna nella logica che sembra si voglia adottare a Roma per risolvere l’emergenza dei rifiuti, una strategia che ricorda l’atto di nascondere la polvere sotto il tappeto. 

Il Governo si prepara a sostenere la giunta di Virginia Raggi attraverso un accordo per trasferire i rifiuti in eccesso, probabilmente in Svezia, per essere inceneriti nei termovalorizzatori di Stoccolma e Goteborg. 

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa non rivela per il momento di quante tonnellate di rifiuti si tratterà, per non far levitare il «prezzo della negoziazione internazionale», non si parla infatti solo della Svezia, ma anche di altri potenziali destinatari.

La strana logica dell’emergenza rifiuti 

Così noi spenderemo milioni di euro per il trasporto dell’immondizia e gli svedesi ne gioveranno per alimentare la loro economia. La Svezia è nota del resto per l’estrema efficienza dei suoi impianti di termovalorizzazione.

Come spiegava recentemente Walter Ricciardi a Open, Roma è del tutto priva di impianti di termovalorizzazione, mentre presenta carenze anche a livello di smaltimento e riciclo dei rifiuti.

Il prezzo sarà anche climatico

Marinella Correggia su Il Manifesto calcola – basandosi su dati pubblicati dalla rivista Quattroruote – che se un litro di gasolio emette 2,65 chilogrammi di CO2, ogni tir che trasporterà l’immondizia fino in Svezia (circa 2,5 mila chilometri) emetterebbe oltre duemila chilogrammi di anidride carbonica.

Sappiamo invece che l’impatto dei termovalorizzatori è irrilevante rispetto a quello delle nostre attività industriali e del traffico. Oltre a rappresentare una soluzione efficiente dello smaltimento dei rifiuti non riciclabili, permettono di convertirli in energia.

Sicuramente si tratta di risolvere una emergenza in tempi stretti, tuttavia non sembra al momento che esistano piani per dotare Roma di futuri impianti, come quelli già esistenti nei centri di molte grandi capitali europee. E la Svezia ringrazia.

Foto di copertina: Il termovalorizzatore di Högdalenverket, Stoccolma, Svezia. L’impianto è destinato alla produzione di energia elettrica e al teleriscaldamento.

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