Lotta alla plastica, la cannuccia che non si butta ma si mangia: è di zucchero e limone

L’«escamotage goloso» è un’idea di quattro donne che sta contagiando Pavia. Nella loro bottega sociale tutto è rigorosamente compostabile e riciclabile

Ridurre la plastica si può. Bastano piccoli accorgimenti e non servono di certo grandi sforzi. Ad aiutare i consumatori, poi, ci pensano Serena, Elisa, Mariateresa e Rosa, quattro donne che gestiscono la prima bottega sociale di Pavia dove la plastica è totalmente bandita.

Guai a usare bicchieri o forchette di plastica, guai a usare cannucce di plastica. Anche perché – come raccontano al Corriere – la loro idea green ha entusiasmato tutti, grandi e piccini.

La cannuccia «golosa»

La loro invenzione più importante è senza dubbio quella della cannuccia che si mangia, fatta di zucchero e limone. Un «escamotage goloso», così lo chiamano loro, che ha conquistato soprattutto i bambini all’ora della merenda.

Le quattro donne, che gestiscono una bottega sociale a Pavia e che sono fondatrici del “Pavia plastic free”, hanno bandito nella loro attività anche i contenitori e le bottiglie di plastica.

Tutto deve essere rigorosamente compostabile e riciclabile. Basta sostituire la plastica con il vetro, con il legno o con la carta biodegradabile. Niente di impossibile o particolarmente costoso.

Alle anziane, che fanno la spesa da loro, è stato consigliato di portare da casa le borse di stoffa e i contenitori così da conservare – senza usare plastica – salumi, formaggi e pasta fresca.

Effetto moltiplicatore

Un «grande successo» che ha spinto molti locali di Pavia ad aderire al movimento nato dall’idea delle quattro donne. Dai negozi di alimentari ai bar, dalle osterie ai locali alla moda, tanti gestori hanno adottato l’iniziativa.

Foto in copertina: Pixabay

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