Olanda, scatta il divieto burqa nei luoghi pubblici. Ma per la polizia «non è una priorità»

Il bando riguarda anche passamontagna e caschi protettivi. Contrari gli ospedali e le città come Amsterdam e Rotterdam

Sui trasporti pubblici, nelle scuole, negli ospedali e negli edifici pubblici dei Paesi Bassi sarà proibito da oggi, primo agosto, indossare indumenti che coprano interamente il volto. Tra questi sono stati messi al bando anche il niqab, caschi protettivi e passamontagna. Le violazioni prevedono una multa di 150 euro.

Succede però che le aziende di trasporto olandesi hanno incaricato il personale di ignorare le infrazioni dopo che la polizia ha dichiarato che non ha l’intenzione di trattarlo come un reato ad alta priorità. «Questo significa che la legge è praticamente inattuabile», ha dichiarato al quotidiano olandese AD un portavoce dei trasporti pubblici. «La polizia ci ha detto che non accorrerà nel caso in cui si verifichino queste violazioni sulle metro o sui bus. Non spetta ai nostri dipendenti imporre la nuova legge e fare multe».

Anche le grandi città olandesi, a partire dalla capitale Amsterdam, hanno deciso che chiuderanno un occhio sul divieto. «Non è una legge adatta a una città come Amsterdam», ha chiarito il sindaco Femke Halsema.

Sulla stessa linea anche gli ospedali che hanno chiarito che non daranno credito a questo divieto. Secondo la federazione olandese del centro medico universitario agli ospedali non «dovrebbe essere assegnato tale compito».

Non ci sono dati ufficiali ma, secondo le stime, sarebbero dalle 200 alle 400 le donne che in Olanda indossano il burqa o il niqab. Una questione che è diventata ancora più calda quando il quotidiano AD aveva scritto che gli stessi cittadini potrebbero essere autorizzati a chiedere la rimozione dell’indumento in questione nel caso in cui si sentano «infastiditi».

«Se sei infastidito dal burqa in un edificio pubblico puoi chiedere alla donna di rimuoverlo e di uscire», scriveva il giornale.

Affermazioni che avevano scandalizzato l’opinione pubblica ma che erano state confermate poco dopo dalla polizia tramite un post su Twitter. La deputata Samira Rafaela, del partito Renew Europe, si è detta preoccupata dopo aver letto l’articolo e aveva chiesto alla polizia come avrebbe evitato atti di violenza contro le donne musulmane.

Già nel 2005 la proposta era stata avanzata dal politico e populista olandese Geert Wilders, fondatore e leader del partito per la Libertà, presente a Milano lo scorso maggio, nel raduno sovranista organizzato dalla Lega in vista delle Europee. Ma la proposta era stata accantonata fino al 2010, quando l’attuale premier Mark Rutte, in cambio dell’appoggio di Wilders al suo governo, aveva concesso l’approvazione della legge.

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