Torino secondo Boosta

Una fabbrica di penne stilografiche. Uno stadio legato a doppio filo con la città. Una basilica e un cocktail bar. Abbiamo accompagnato Boosta nei suoi luoghi preferiti di Torino

«La notte diventa un territorio utile, le lancette dell’orologio rallentano e puoi incontrare persone che durante il giorno non potresti vedere». Davide Dileo la sua Torino l’ha vissuta soprattutto dopo il tramonto. Tra i club e i locali dei Murazzi dove è iniziata la sua carriera. Dove il pubblico ha imparato a conoscerlo come Boosta, il tastierista dei Subsonica.

Con lui abbiamo attraversato questa città, tra i luoghi che hanno segnato la sua storia come musicista e quelli che ha scoperto solo negli ultimi anni. Il punto di partenza è lo stadio Filadelfia, lo stadio dove si è sempre allenato il Torino. Una colonia di erba perfetta incastonata tra i palazzi della città. La tappa finale è la basilica della Maria Consolatrice che conserva una galleria di ex voto.

In mezzo, un locale specializzato in cocktail dove quello che importa non sono il nome o gli ingredienti, ma la storia dietro ogni singolo sorso. E ancora: una fabbrica di penne stilografiche, dove la velocità di tastiere e touch screen è sconfitta dalla cura e dall’attenzione per ogni singola lettera della scrittura a mano. Una Torino poco conosciuta. Una Torino di alcool e spiritualità, di sport e artigianato. La Torino di Boosta.

Riprese e montaggio: Vincenzo Monaco
Testo e intervista: Valerio Berra

Foto di copertina: Torino secondo Boosta, di Vincenzo Monaco

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