Facebook prova a recuperare sulla tutela della privacy: la nuova funzione per controllare i dati condivisi da app e siti

La funzione bloccherà gli annunci mirati sui nostri interessi

Dopo la super multa di 5 miliardi di dollari pagata da Mark Zuckerberg alle autorità americane per il caso di Cambridge Analytica, il CEO di Facebook ha deciso dare il via a una serie di misure per garantire maggiore trasparenza in materia di privacy per i suoi utenti.

La nuova funzione “Attività fuori da Facebook” permetterà di monitorare le attività che app e siti web condividono con il social network. Quante volte abbiamo navigato in internet alla ricerca di un capo abbigliamento, di un video gioco e poi, una volta tornati sulla nostra home di Facebook, ci siamo trovati annunci calibrati sui nostri interessi?

Come spiega Facebook, attraverso la nuova funzione sarà possibile rimuovere le informazioni identificative dei dati che siti e app scelgono di inviare alla piattaforma social.

«Immagina che un sito web di abbigliamento voglia mostrare inserzioni a persone interessate a un nuovo modello di scarpe – spiegano dal social network – Il sito può inviare a Facebook l’informazione che qualcuno su uno specifico device ha cercato quelle scarpe. Se quell’informazione sul dispositivo corrisponde all’account Facebook di qualcuno, possiamo mostrare inserzioni su quelle scarpe a quella persona».

È questa la dinamica alla base della pubblicità personalizzata che Zuckerberg ha promesso di ridimensionare. La funzione, al momento disponibile in Irlanda, Corea del Sud e Spagna, arriverà a breve anche in Italia.

Ma attenzione, sarà solo possibile scollegare tale impostazione da un account. Questo significa che i dati, pure non essendo collegati all’account, potranno essere usati per altri scopi: come indagini di mercato da parte di siti e app sull’età e interessi degli utenti che visitano le loro pagine web. La pubblicità non sparirà dalle nostre pagine Facebook, ma inizierà ad essere meno mirata ai nostri interessi.

La notizia è stata data direttamente da Erin Egan, capo della privacy di Facebook e David Baser, direttore del prodotto, che chiariscono come lo scollegamento del profilo non permetterà a Facebook di vedere: «Quali siti web hai visitato o cosa hai fatto lì. Una volta disconnesso non utilizzeremo nessuno dei dati per indirizzare gli annunci su Facebook, Instagram o Messenger. Prevediamo che questa scelta potrebbe avere un impatto sulla nostra attività, ma riteniamo che dare alle persone il controllo sui propri dati sia più importante».

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