In Brasile è ancora emergenza: persi 89 milioni di ettari di foreste

Un anno nero per il Brasile visto che gli incendi sono aumenti dell’85% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Negli ultimi 33 anni il Brasile ha perso 89 milioni di ettari di foreste, equivalenti agli stati di Bahia e Maranhao. Più della metà di questa perdita, ovvero 47 milioni di ettari, è avvenuta in Amazzonia, duramente colpita negli ultimi mesi al punto da attirare l’attenzione dei media di tutto il mondo. Nello stesso periodo le aree di pascolo e piantagione sono cresciute di 86 milioni di ettari.

A rivelarlo è il quotidiano Folha de S.Paulo citando dati del sistema MapBiomas, un’iniziativa dell’Osservatorio sul clima, organizzata in collaborazione con ong, università, fondazioni e aziende tecnologiche, tra cui il colosso Google.

I dati

I risultati mostrano anche che il 59% del Brasile è ancora composto da foreste: nel 1985 era il 69%. Mentre l’area dei pascoli e delle piantagioni nel periodo esaminato, in relazione al territorio totale, è passata dal 20% al 31%.

Stiamo perdendo la foresta Amazzonica

In Amazzonia, dunque, è ancora emergenza: un anno nero per il Brasile visto che gli incendi sono aumenti dell’85% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre 75mila gli incendi boschivi registrati nei primi otto mesi dell’anno.

La causa? Una politica di deforestazione: terre strappate alla foresta e poi destinate al pascolo di animali. Il rischio, adesso, è quello di perdere la foresta pluviale più grande del pianeta.

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