Greta Thunberg: «Amazzonia in fiamme? Basta, non possiamo stare fermi. Insieme tutto è possibile»

Dopo una traversata di 15 giorni, l’attivista svedese è arrivata a New York dove non incontrerà Trump. Impossibile, dice, non parlare del dramma che sta colpendo il Brasile

Primo giorno a New York per Greta Thunberg, la giovane attivista svedese arrivata al North Cove Marina, porticciolo vicino al World Trade, a bordo della Malizia II, un diciotto metri a emissione zero, dopo ben 15 giorni e una traversata di 5,5mila km.

Non incontrerà Trump

In molti la stavano attendendo lungo la banchina. Greta si è presentata un po’ stanca e, con un filo di voce, ha ancora una volta diffuso il messaggio “green”, stavolta negli States: «È stato un viaggio pazzesco ma era giusto farlo per difendere i valori in cui crediamo. Non possiamo più perdere tempo, dobbiamo agire».

E a proposito del presidente americano Donald Trump, ha detto: «Non credo di essere in grado di convincerlo, e non penso di incontrarlo, visto che non ci è riuscito nessuno. Ma sono qui per portare avanti la nostra campagna in difesa dell’ ambiente».

Il dramma in Amazzonia

Impossibile non parlare del dramma che sta colpendo il Brasile: stiamo perdendo la foresta Amazzonica. «Gli incendi che la stanno distruggendo ci fanno capire che non possiamo stare fermi. Dobbiamo dire basta a tutto questo. Insieme tutto è possibile» ha detto la Thunberg.

Il programma

Venerdì parteciperà a un sit-in davanti all’Onu, poi partirà per un lungo viaggio che la porterà prima in Cile, Messico e Canada, poi di nuovo a New York per partecipare, il 23 settembre, a un incontro all’Onu sul clima.

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