Greta Thunberg non viaggia in aereo: al vertice sul clima di New York andrà in barca a vela

Aveva detti che una soluzione per andare a New York, alla fine, l’avrebbe trovata e ha mantenuto la promessa

Greta Thunberg andrà al vertice alle Nazioni Unite sul clima che si terrà a New York il prossimo 23 settembre. Ma non in aereo, perché inquina troppo: la giovanissima attivista svedese attraverserà l’oceano in barca a vela.

Il viaggio con la Malizia II

Con un post sulla sua pagina Facebook, l’ispiratrice del movimento FridaysForFuture ha annunciato che per il viaggio approfitterà dell’ospitalità della famiglia Grimaldi sulla barca Malizia II, un’imbarcazione da regata di 18 metri.

‪Good news!‬‪I’ll be joining the UN Climate Action Summit in New York, COP25 in Santiago and other events along the…

Posted by Greta Thunberg on Monday, July 29, 2019

La “spedizione” partirà dal Regno Unito a metà agosto. Al timone del Malizia II ci sarà Pierre Casiraghi, figlio della principessa di Monaco Carolina e di Stefano Casiraghi, morto nel 1990 in un incidente nautico durante i campionati del mondo di offshore a Montecarlo.

Il Cop25 di Santiago del Cile

Sull’imbarcazione, oltre al padre di Greta, Svante Thunberg, che segue la figlia in ogni sua iniziativa, ci sarà anche il vicepresidente dello Yacht Club monegasco. Ma New York non sarà la meta definitiva del viaggio. Dopo il vertice Onu la Malizia II farà rotta per Santiago del Cile, in tempo per la Cop25, il summit sul cambiamento climatico, che comincerà il 2 dicembre nel capoluogo cileno.

«Faremo sentire le nostre voci»

A New York, così come a Santiago del Cile, Thunberg ha promesso che farà «sentire le voci (degli attivisti, ndr). È il nostro futuro e dobbiamo almeno avere voce in capitolo. La scienza è chiara – aggiunge – e tutto ciò che i ragazzi stanno facendo è comunicare e agire secondo quello che ci dice la scienza. E chiediamo che il mondo faccia proprio questo messaggio».

Riportando le evidenze scientifiche sul cambiamento climatico, Greta insiste: «Dobbiamo iniziare a piegare la curva delle emissioni drasticamente verso il basso entro il 2020, se vogliamo avere ancora la possibilità di rimanere al di sotto di 1,5 gradi di aumento della temperatura globale. Abbiamo ancora una finestra temporale in cui le cose sono nelle nostre mani. Ma quella finestra si sta chiudendo velocemente».

Le ragioni del viaggio, quindi, anche se sarà «lungo e faticoso», si possono trovare in una sorta di investitura che Greta sente di aver ricevuto: «Nell’ultimo anno – scrive ancora – milioni di giovani hanno alzato la voce per far svegliare i leader mondiali dal clima e dalla crisi ecologica».

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