Greta Thunberg accolta con un’ovazione al Palazzo di Vetro: «Noi giovani siamo inarrestabili»

Greta ha anticipato che parlerà anche nella sala dell’Assemblea generale lunedì per il Climate Action Summit

«Noi giovani siamo inarrestabili». Parola di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che ha dato il via al Youth Climate Summit all’Onu al fianco del segretario generale Antonio Guterres.

«Ieri milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, hanno marciato e chiesto vere azioni sul clima. Abbiamo mostrato che siamo uniti, e che noi giovani siamo inarrestabili», dice Greta che è stata accolta da un’ovazione al Palazzo di Vetro. «Spero sia un successo». La 16enne ha anticipato che parlerà anche nella sala dell’Assemblea generale lunedì per il Climate Action Summit.

«Sono entusiasta per la leadership e il dinamismo dei movimento dei giovani per l’azione sul clima nel mondo», dice il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres al Palazzo di Vetro. «Due anni fa, quando ho iniziato, ero molto scoraggiato. Ma a un certo punto ho capito che c’era uno slancio, in grande parte grazie al movimento dei giovani che ha iniziato ad avere un impatto».

«C’è un cambiamento, anche se non ci siamo ancora perché il cambiamento climatico corre più veloce di noi. E ci sono tante cose che dovrebbero accadere e ancora non accadono», sottolinea Guterres. «Ma c’è un cambiamento e questo in gran parte è dovuto al coraggio con cui voi giovani avete portato avanti questo movimento, arrivando a far sì che milioni di persone nel mondo dicano chiaramente che vogliono questo cambiamento e che i leader siano responsabili».

I temi dell’Assemblea Generale dell’Onu

L’emergenza climatica, l’alta tensione nel Golfo Persico, la guerra commerciale tra Usa e Cina, il braccio di ferro tra nazionalismo e multilateralismo. Saranno questi i temi al centro del dibattito la prossima settimana in all’Assemblea generale dell’Onu.

La crisi climatica, ricorda l’Agi, è considerata dall’Onu un tema che richiede azioni immediate e concrete, anche perché la siccità, lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari, hanno ricadute pesantissime soprattutto sui Paesi più vulnerabili.

Il tema è così sentito che quest’anno è stato convocato, per lunedì 23 settembre, un apposito vertice, nel quale potranno intervenire solo i Paesi che annunceranno nuovi impegni per frenare il cambiamento climatico. Per l’Italia parlerà lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che illustrerà l’agenda verde del nuovo governo.

I leader mondiali saranno assediati dalla pressione della piazza: a inizio settembre, proprio per partecipare al vertice sul clima, è arrivata negli Stati Uniti, a New York, Greta, che proprio lunedì, insieme a un gruppo di 15 altri giovani attivisti, presenterà una denuncia contro le grandi potenze economiche per la loro responsabilità nella crisi climatica.

Il giorno dopo si aprirà il dibattito generale: dopo il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, prenderà la parola, come da tradizione, il presidente del Brasile: sarà il debutto al Palazzo di Vetro di Jair Bolsonaro, che vola a New York, per difendere la sovranità del Brasile sull’Amazzonia e che dovrà spiegare la sua visione sugli incendi che la minacciano.

Paradossalmente proprio il primo giorno parleranno due leader molto critici con l’Onu: non solo Bolsonaro, il leader dell’ultradestra che mette in dubbio le politiche internazionali per far fronte all’emergenza climatica, che ha portato il Brasile fuori dal patto sulle migrazioni dell’Onu e che nelle ultime settimane ha lanciato un durissimo attacco personale all’alta commissaria per i diritti umani dell’organizzazione, l’ex presidente cilena Michelle Bachelet.

Dopo di lui, sarà il turno come da tradizione di Donald Trump, in qualità di presidente del Paese ospitante, ma che anche lui è fuori dal coro per quanto riguarda le politiche di cambiamento climatico e sui migranti; e che, anche lui, è portavoce, come Bolsonaro, di politiche nazionaliste che sono agli antipodi dei valori delle Nazioni Unite.

A fare da contrappunto al loro messaggio nella giornata iniziale ci penserà il segretario generale Guterres e forse anche il presidente francese, Emmanuel Macron, che dovrebbe concretizzare la sua iniziativa per proteggere l’Amazzonia e potrebbe rendersi protagonista di un nuovo scontro con Bolsonaro. L’agenda degli oratori è ancora in corso di definizione e non si sa quando parlerà Giuseppe Conte.

In copertina: Greta Thunberg, attivista sedicenne, parla accanto al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres dando il via allo United Nations Youth Climate Summit a New York, 21 settembre 2019. EPA/Justin Lane

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