Istat, a luglio cresce la disoccupazione. Avvertimento dall’Ocse: nel 2050 più pensionati che lavoratori

Il tasso sale al 9,9%. Anche la disoccupazione giovanile in crescita al 28,9% (+0,8 punti rispetto a giugno)

Secondo le rivelazioni dell’Istat, l’Istituto Superiore di Statistica, a luglio il tasso di disoccupazione in Italia è salito al 9,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno.Le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 28 mila unità su base mensile (+1,1%). I disoccupati nel nostro Paese si attestano oggi a 2 milioni e 566 mila.

Confrontando il dato con quello del luglio 2018, però, continua a registrarsi una diminuzione (-121 mila disoccupati). Va sottolineato inoltre che il tasso si mantiene, anche se di un decimale di punto, sotto la soglia del 10% per il terzo mese consecutivo. Anche per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (15-24anni) a luglio torna ad aumentare, con il tasso che si porta al 28,9% (+0,8 punti su giugno). Su base annua invece il valore continua a scendere (-2,7 punti).

Arrivano contemporaneamente anche i dati Eurostat che mostrano come il tasso di disoccupazione nella zona euro a luglio sia rimasto invariato al 7,5%, rispetto a giugno e in calo rispetto all’8,1% del luglio 2018, restando il tasso più basso dal luglio 2008. Anche nella Ue-28 la disoccupazione, a luglio, è rimasta stabile al 6,3%, rispetto a giugno, ed in calo rispetto al 6,8% del luglio 2018, confermando il tasso più basso registrato dalla Ue nel suo insieme dal gennaio 2000.

Per quanto riguarda l’Italia, in rapporto con gli altri Paesi Ue, con una disoccupazione salita al 9,9%, rispetto al 9,8% di giugno, resta il terzo tasso più alto dopo quello della Grecia (17,2% a maggio) e della Spagna (13,9%). I tassi di disoccupazione più bassi si registrano invece in Repubblica Ceca (2,1%), Germania (3%) e Polonia (3,3%).

La disoccupazione giovanile, anche in ambito continentale, è in lieve aumento: a luglio si è stabilita al 15,6%, rispetto al 15,5% di giugno. A luglio 2018 era al 16,7%. Nella Ue-28, sempre a luglio, resta stabile al 14,3%. Nello stesso mese del 2018 era al 15%. L’Italia resta terza anche in questa non lodevole classifica dopo la Grecia (39,6% al primo trimestre 2019) e Spagna (32,1%). I tassi più bassi si registrano in Germania (5,6%), Olanda (6,7%) e Cechia (7%).

Un terzo istituto, l’Ocse, prevede un futuro decisamente non roseo per il nostro Paese. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel 2050 in Italia ci saranno più pensionati che lavoratori. Sulla base degli attuali schemi pensionistici, scrive l’organizzazione nel rapporto Working Better with Age, il numero di persone over-50 inattive o pensionate che dovranno essere sostenute dai lavoratori potrebbe aumentare di circa il 40%, arrivando nell’aera Ocse a 58 su 100. In Italia, Grecia e Polonia, entro il 2050 il rischio è di un rapporto uno a uno o addirittura di più over-50 fuori dal mondo del lavoro che lavoratori.

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