Il punto – Problemi per la nascita del governo. Il Pd si irrigidisce. Conte vuol fare presto. Iscritti M5s al voto lunedì

di OPEN

Gli ostacoli per la nascita del nuovo governo sono ancora tanti e complessi

A metà giornata il taccuino della crisi è già pieno: Conte che va al Quirinale a sorpresa, il tam tam sui problemi insorti, la riunione che comunque si svolge tra premier incaricato e capigruppo delle due forze, le notizie (date da questo sito) che il voto online sulla piattaforma Rousseau avrà luogo lunedì pomeriggio, e che già prima di allora Conte porterà a termine il suo lavoro e prenderà la parola, forse davanti agli eletti m5s. Ma il problema, che fino a ieri sembrava essere dalla parte dei 5 stelle, ora è dei democratici.

Zingaretti e i suoi non hanno ancora avuto nessun segnale che l’oltranzismo mostrato ieri da Di Maio si sia stemperato in una posizione più conciliante. E in più di uno di loro cresce il sospetto che Conte e il capo politico m5s stiano interpretando i classici ruoli del poliziotto buono e di quello cattivo, per poi spuntare insieme quel che vogliono. Insomma si va avanti sui temi (oggi Delrio e Marcucci si sono detti soddisfatti del lavoro svolto) poi Conte fa la sintesi e presenta quel che il PD vuole assolutamente evitare. Come spiega una nota di briefing per i cronisti inviata dal partito di Zingaretti: «Il cuore del problema è chiaro ed è questo: il Pd vuole fare un governo nuovo con 5 stelle e altri, di svolta e con un programma nuovo e scritto insieme. Invece il Movimento vuole i voti del Pd e della sinistra per un governo 5 stelle guidato da Conte e Di Maio».

Il segretario vede il pericolo, e sente la disillusione farsi strada nel partito. Un altro segnale che lo ha messo sull’avviso è stato il consenso riscosso dal Contestatore Unico, cioè Carlo Calenda, ieri sera a Reggio Emilia, alla festa nazionale del Pd, accanto alla vice di Zingaretti, Paola De Micheli.

Leggi anche: