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Google paga 170 milioni per aver violato la privacy dei bambini su YouTube

04 Settembre 2019 - 19:51 Redazione
epa03551520 The Google Headquarters in Mountain View, California, USA 11 January 2013. Google shares jumped over 5 per cent in after-hours trading 22 January 2013 after the online advertising giant posted a 36-per-cent rise in fourth quarter revenues with sales of 14.42 billion dollars. Net income grew from 2.71 billion dollars to 2.89 billion dollars, a 7-per-cent rise, the company announced, while total revenues for 2012 reached 50.2 billion dollars.  EPA/JOHN G. MABANGLO
Google è accusato di aver raccolto dati dei minori senza il permesso dei genitori così da inondarli di pubblicità mirata
Google Preferred Site

Google paga 170 milioni di dollari per risolvere il procedimento aperto dalla Federal Trade Commission contro YouTube, di proprietà del gigante di Mountain View. L’accusa? Aver violato la privacy degli utenti minorenni. La Ftc, ovvero la Commissione federale del commercio, non è altro che un’agenzia governativa statunitense, nata nel 1914 allo scopo di tutelare i consumatori.

«Sanzione troppo bassa»

YouTube si impegna a rivedere il suo servizio ma l’accordo ha già ricevuto critiche: una sanzione troppo bassa per un colosso come Google, accusato di aver raccolto dati dei minori, tipo localizzazione, dispositivi utilizzati e numeri di telefono, senza il permesso dei genitori, così da inondarli di pubblicità ben mirata. A pensarla così persino i commissari democratici dell Ftc, che ha firmato l’accordo: «Nessuna responsabilità individuale, rimedi insufficienti e una multa che consente in ogni caso alla società di realizzare profitti dall’aver infranto la legge» dice, critica, Rohit Chopra. Insoddisfatte le associazioni a difesa della privacy secondo cui la sanzione sarebbe «irrilevante» visto che è come «essere fermati perché a 200 chilometri all’ora e ricevere solo un avvertimento dalla polizia». In realtà, si tratta della multa più alta mai comminata dal Children Online Privacy Protection Rule.

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