«Vendesi Roma»: la protesta degli artisti contro la chiusura della casa rifugio Lucha y Siesta – Le foto

di OPEN

La protesta è stata organizzata da un collettivo di artiste e artisti: «L’idea di un mondo così non si vende, a nessun prezzo. Lotteremo assieme a voi perché non succeda». Hanno aderito all’iniziativa anche i fumettisti Gipi, Zerocalcare e Sio

In una piccola traversa di via Tuscolana, nella zona adiacente alla periferica Cinecittà, c’è un ex stabile dell Atac che da più di un decennio è tornato a significare qualcosa di importante per i cittadini e le cittadine di Roma: la Casa delle Donne Lucha y Siesta. In quell’edificio, rimasto dismesso per anni, un gruppo di donne ha costruito un punto di riferimento per l’autodeterminazione femminile. Un palazzo che ora, secondo le disposizioni della giunta di Virginia Raggi, dovrà essere sgomberato.

Lucha y Siesta è un progetto di «accoglienza abitativa e sociale al femminile che fornisce informazione, orientamento, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno necessità». Per contrastarne la chiusura, un collettivo di artiste e artiste hanno organizzato una suggestiva protesta coinvolgendo il patrimonio artistico della capitale.

Il Pantheon, la Piramide, il Tempio di Vesta, la Bocca della Verità, Piazza Navona. Su ognuno di questi simboli eterni di Roma, che ne custodiscono il tesoro e che ogni giorno ricordano e rinnovano la sua bellezza, è comparsa una luce con scritto “VENDESI”.

«Quello che offrite a Roma è un patrimonio incommensurabile di tutt*, tanto quanto il Pantheon o il tempio di Vesta», hanno scritto a Lucha y Siesta gli artisti e le artiste. «Non lo diciamo per altruismo, ma per puro egoismo: noi siamo artist e vogliamo vivere in un mondo bello come quello che state cercando di costruire voi, ogni giorno. L’idea di un mondo così non si vende, a nessun prezzo. Lotteremo assieme a voi perché non succeda. Lotteremo con la luce».

Le foto di Roma in vendita

Tantissime sono le immagini che hanno iniziato a girare sui social network in solidarietà con la Casa delle Donne di Roma. Un ulteriore esempio di come l’arte sia in grado di smuovere le coscienze sociali dei cittadini.

Il sostegno dei fumettisti

Anche i fumettisti Gipi, Zerocalcare e Sio hanno preso parte alla protesta condividendo e appoggiando l’opera del collettivo di artisti e artiste. «Poche finestre. Ma ci sto comunque facendo un pensierino.#vendesiroma», scrive il fumettista toscano su Twitter condividendo una foto della Piramide Cestia.

«Io mi sa che mi piglio questo per metterci i fumetti che non mi c’entrano più in cantina. #vendesiroma», risponde Zerocalcare, postando la facciata del Pantheon.

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