C’è una data di uscita (e un incipit) del nuovo romanzo di Elena Ferrante

Non è ancora chiaro se si tratti dell’incipit o di un estratto della nuova opera della scrittrice, ma quel che è certo è che presto arriverà in libreria

«Siamo lieti di annunciare che il nuovo romanzo di Elena Ferrante sarà in libreria il 7 novembre 2019». La notizia, a sorpresa, è stata dato dalla casa editrice E/O, che da sempre pubblica i romanzi dell’autrice della tetralogia de L’amica geniale, e che ha venduto oltre dieci milioni di volumi in tutto il mondo. 

La casa editrice non ha rivelato alcun ulteriore dettaglio sull’opera in uscita, ma ha diramato un breve estratto del nuovo romanzo della Ferrante. Uno stralcio che ha tutta l’impressione di essere l’incipit della nuova storia dell’autrice, ambientata – almeno nei richiami dell’estratto – ancora a Napoli, e che ha tutto il sapore di viaggio alla ricerca delle origini del dolore irrisolto e assordante della protagonista. 

Un estratto che sembra il preludio di un romanzo che tenterà di mettere ordine e dare un filo comune narrativo a tutti gli spunti raccolti e pubblicati nell’ultimo volume di Elena Ferrante, L’invenzione occasionale (uscito lo scorso maggio) e incentrato, in estrema sintesi, sull’emancipazione femminile

Spunti narrativi cardati dall’animo dell’autrice, processati nel filatoio della scrittura de L’invenzione occasionale e che sembrano aver trovato un telaio per la tessitura di questa nuova narrazione della Ferrante. Con il sospetto che alla fine, forse, la tela creata verrà lacerata, in un atto antigonico di ribellione ed emancipazione rispetto al passato.

L’estratto del nuovo romanzo di Elena Ferrante

Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo.

Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione…

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