Giappone, assolti tre ex dirigenti per il disastro di Fukushima: non potevano prevenire gli effetti dello tsunami

Gli ex dirigenti di Tokyo Electric Power Company Holdings erano sul banco degli imputati dal giugno 2017 con l’accusa di non avere messo in atto misure preventive contro un disastro nucleare

Il disastro provocato dallo tsunami del 2011 sulla centrale nucleare di Fukushima non poteva essere previsto dai tre ex dirigenti di Tepco, assolti dalla Corte distrettuale di Tokyo dopo che erano stati accusati di non aver messo in atto tutte le misure preventive contro la catastrofe, nonostante gli avvertimenti lanciati dagli esperti sulle conseguenze del terremoto di magnitudo 9 e di un successivo tsunami.

L’ex presidente Tsunehisa Katsumata, 79 anni, e gli ex vice presidenti, Sakae Muto e Ichiro Takekuro erano stati gli unici a finire sul banco degli imputati per l’incidente che aveva coinvolto la centrale. I tre si sono sempre dichiarati non colpevoli di negligenza professionale.

Alle accuse contro i tre imputati erano state anche collegate le morti di 44 pazienti dell’ospedale vicino alla centrale, costretti all’evacuazione immediata subito dopo lo tsunami.

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