«Vedo il cambiamento climatico avvenire di fronte ai miei occhi» le immagini del concorso di fotografia ambientale

Dal Nepal al Messico, il concorso fotografico del CIWEM premia chi mostra gli impatti disastrosi dell’uomo sull’ambiente ma anche l’abilità innata dell’essere umano di sopravvivere e innovare

Shanth Kumar ha fotografato un’enorme onda fangosa che ha travolto uno slum di Mumbai. Un pescatore di quarant’anni è stato strappato fuori da casa sua e trascinato via dalle forti correnti. La megalopoli indiana è esposta a un rischio sempre maggiore di allagamento costiero causato dal cambiamento climatico. Anche le temperature di terra e mare sono aumentate.

Gli impatti disastrosi dell’uomo sull’ambiente ma anche l’abilità innata dell’essere umano di sopravvivere e innovare. È a queste due narrative contrapposte che CIWEM, istituto che si occupa della gestione dell’acqua e dell’ambiente, ha dedicato «Fotografo ambientale dellanno», premio fotografico internazionale. L’iniziativa è supportata dall’agenzia dell’ONU per l’ambiente e si propone di esplorare la complicata intersezione tra sviluppo, riduzione della povertà e inquinamento.

«Come fotogiornalista, vedo il cambiamento climatico avvenire di fronte ai miei occhi. Ho visto siccità, piogge eccessive, estati diventare più calde e inverni diventare più freddi», afferma Kumar, vincitore dell’edizione di quest’anno.

Foto: Sean Gallagher Alberi caduti sulle rive dell’atollo di Funafuti, a Tuvalu. L’innalzamento del livello del mare e il pericolo crescente di uragani e tempeste sta rendendo l’ecosistema di Tuvalu sempre più fragile.
Foto: Frederick Dharshie Wissah Un ragazzino a Kakamega, in Kenya, beve acqua sporca a causa della scarsità di fonti d’acqua nella zona, attribuibile alla deforestazione. La mancanza di acqua pulita aumenta il rischio di colera, tifo e dissenteria.
Foto: J Henry Fair. La foresta di Hambach, in Germania, aveva quasi 12.000 anni quando è stata acquistata da una compagnia energetica per accedere al carbone che giace nel sottosuolo. La foresta era grande quanto Manhattan e ora ne rimane solo il 10 percento.
Foto: Neville Ngomane A Limpopo, in Sudafrica, due uomini tagliano il corno a un rinoceronte per evitare che diventi la preda di bracconieri. Gli esperti raccomandano che dato il livello attuale di bracconaggio, ai rinoceronti dovrebbe essere tagliato il corno ogni 12/24 mesi. «Non è stato uno spettacolo facile», ha commentato il fotografo.
Foto: Şebnem Coşkun Una squadra pulisce gli abissi del Bosforo
Foto: Eliud Gil Samaniego Mexicali, in Baja California, Messico. Il primo gennaio 2018 era una delle città più inquinate del mondo
Foto: Valerie Leonard La discarica di Sisdol in Nepal è attiva dal 2005 ma oggi la sua capacità si sta esaurendo.

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