Strage nella questura di Parigi, il killer «aderiva a una visione radicale dell’Islam»

Per il procuratore antiterrorismo Jean-Francois Ricard l’uomo «aderiva a una visione radicale dell’islam» ed era in contatto con individui «del movimento islamico salafita»

Mickael Harpon, il dipendente della questura che giovedì a Parigi ha ucciso con un coltello tre poliziotti e una funzionaria, «aderiva a una visione radicale dell’Islam» ed era in contatto con individui «del movimento islamico salafita». Lo ha dichiarato oggi il procuratore antiterrorismo, Jean-Francois Ricard, dopo che le autorità francesi avevano dichiarato di non avere sospetti di terrorismo sull’uomo.

Nelle ore successive all’aggressione lo stesso ministro dell’Interno, Christophe Castaner, parlando ai cronisti che lo attendevano nei pressi della scena del crimine, aveva dichiarato che l’uomo, 45 anni, era un dipendente amministrativo delle forze dell’ordine che non aveva «mai presentato difficoltà comportamentali» né «il minimo segno di allerta».

Da successivi accertamenti si era appreso che Harpon si sarebbe convertito all’islam da 18 mesi. La moglie dell’assalitore era stata posta in stato di fermo, secondo quanto annunciato dalla procura di Parigi che aveva disposto la perquisizione a casa dell’uomo.

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