Da nemica del M5s ad alleata, Boldrini: «Il Movimento è cambiato». 5 anni fa la frase-sfregio di Grillo

L’ex presidente della Camera tende la mano al fondatore del M5S cinque anni dopo il post «Cosa faresti alla Boldrini in macchina?»

Laura Boldrini, ex presidente della Camera, deputata eletta con LeU e recentemente passata al Partito Democratico, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano tende la mano a Beppe Grillo dopo anni di tensioni soprattutto per le campagne social del Movimento nei suoi confronti. In particolare nel febbraio del 2014 il fondatore del M5S pubblicò sui suoi canali sociali un video in cui chiedeva «Cosa faresti alla Boldrini in macchina?».

A proposito di quella vicenda oggi Boldrini ricorda: «Non posso dimenticare quella pagina, aprì una campagna molto dolorosa contro di me», ma «il Movimento 5 Stelle è cambiato nei modi in cui fa politica, perché governare vuol dire anche assumersi delle responsabilità. Alcuni deputati del Movimento hanno cambiato il loro comportamento e anche, come documenta Flavio Alivernini (suo portavoce, ndr) nel libro “La grande nemica”, hanno cambiato opinione su quel post: oggi non lo condividerebbero più perché si sono resi conto di quante reazioni violente e minacciose ha causato».

Poi, la deputata apre al comico: «Penso sia arrivato il tempo giusto per incontrare Grillo» e spiega che vorrebbe «affrontare con lui le tantissime questioni legate alla Rete. A cominciare dalle tasse che questi giganti non pagano. Le multinazionali del web – tutte insieme da Amazon a Google Airbnb, Uber, Facebook, Amazon, Apple, Twitter – hanno pagato in Italia nel 2018 tasse per 37 milioni di euro! Vogliamo o no mettere la parola fine a questa situazione?».

Un tema, quello della rete che Boldrini ritiene importante soprattutto nel’ottica di «responsabilizzare le piattaforme per quanto riguarda la rimozione dei contenuti illeciti. In Francia e in Germania il legislatore ha previsto multe per le piattaforme nel caso di mancata rimozione dei contenuti illeciti».

Interrogata sulla possibilità che Beppe Grillo risponda a questo suo appello per un incontro pacificatore l’ex Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, risponde: «Spero di sì e vale la pena provarci: la mia apertura non è a livello personale. Credo che sia giusto unire le forze per migliorare la situazione. Abbiamo delle responsabilità verso la collettività – conclude la deputata – che devono necessariamente andare oltre le questioni personali: oggi il tema dell’odio in Rete deve essere urgentemente affrontato. E siccome Grillo con il Movimento 5 Stelle ha fatto del digitale uno strumento essenziale del suo agire politico il suo contributo può essere molto prezioso».

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