Lo scandalo nello staff della viceministra M5s Castelli. L’ombra del conflitto di interessi svelato da Politico

Un deputato anonimo del Movimento ha rivelato a Politico che alcuni senatori hanno proposto di salvare l’Aig dalla bancarotta convertendola in un ente pubblico. Il presidente dell’associazione è il portavoce di Laura Castelli, viceministra dell’Economia

Come se non bastassero gli attriti interni al Movimento 5 Stelle dopo la nascita del Conte Bis, a complicare di più le cose è arrivato un emendamento. Martedì 22 ottobre, 5 senatori grillini hanno proposto l’introduzione di una norma per salvare un’associazione no profit, il cui capo è il portavoce di Laura Castelli, viceministra dell’Economia.

A rivelare la notizia è Politico, la cui fonte è un deputato del Movimento che ha parlato a condizione di rimanere anonimo. L’associazione in questione è l’Aig (Associazione italiana alberghi per la gioventù), che si trova attualmente in complicate situazioni economiche. L’idea dei senatori sarebbe quella di convertire l’associazione in un ente pubblico, così da poterla salvare con i soldi pubblici derivanti dalle tasse.

A capo dell’Aig dal 2012 c’è appunto Carmelo Lentino, diventato portavoce di Castelli pochi mesi fa all’inizio del governo M5s-Pd. Il deputato anonimo ha rivelato che l’idea di salvare l’associazione dalla bancarotta era condivisa da tutti i gruppi politici, ma l’ipotesi di convertire l’Aig in un affare pubblico è stata respinta da tutti.

«Molti di noi hanno parlato anche di conflitto di interessi», ha detto il grillino, che ha mostrato ai giornalisti anche alcune conversazioni WhatsApp in cui dei suoi colleghi di partito prendevano le distanze per salvaguardare la reputazione del Movimento. Stando a quanto detto da chi invece era d’accordo, l’emendamento «è stato proposto da Castelli ed era lei a dover chiedere di ritirarlo».

La soluzione che si è trovata all’ultimo momento, avanzata da 5 deputati del Movimento, è quella di rinominare l’Aig come Eig, cioè Ente Italiano Alberghi per la Gioventù, con 57 membri dello staff (di cui uno con una «qualifica manageriale») e un budget di 1 milione e 700mila euro per il 2020.

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