Atalanta indenne a Napoli (2-2): rabbia azzurra sul pari di Ilicic nel finale

Partenopei infuriati per un rigore non concesso a Llorente. Da lì è nato il pari ospite. La Dea resta terza

Un gol di Ilicic al minuto 86 permette all’Atalanta di pareggiare 2-2 a Napoli, proteggere il terzo posto e tenere gli azzurri a -3. La squadra di Ancelotti domina nel primo tempo e passa con Maksimovic (16). Pareggia al 41 Freuler su erroraccio di Meret. Nella ripresa al 71 Milik (due pali) riporta in vantaggio il Napoli, ma nel finale arriva la doccia gelata. E pure le polemiche: secondo gli azzurri il gol della Dea è viziato da un rigore non concesso per fallo di Kjaer su Llorente. Il Napoli resta quarto e rischia di finire a -8 dalla Juve.

Partenza micidiale

L’Atalanta non ha mezze misure. O tutto o niente. O i sei gol presi a Manchester o i sette segnati all’Udinese. E il San Paolo, nella prima mezzora, sembra più simile all’Etihad perché la partenza del Napoli è a razzo e la squadra di Gasperini, leggera in attacco con Pasalic e Ilicic punte di posizione, è messa all’angolo; travolta dalle aperture di Insigne e dai tagli di Callejon. Gollini mette rammendi finché può, ma sull’ennesima giocata tra i piccoli del Napoli deve piegarsi sulla testata di Maksimovic, su assist di Callejon.

Ahi, Meret

E’ un Napoli tracimante, più forte dell’infortunio di Allan (attesi gli esami strumentali): palleggio rapido, Milik si concede il lusso di sbagliare da un centimetro dopo aver colpito, di testa, un palo clamoroso. Sembra un assolo, ma l’errore di Meret, il primo ‘infortunio’ dopo una serie di partite mostruose, premia l’unico spunto atalantino: Freuler brucia Koulibaly, il resto lo fa il goffo intervento del portiere azzurro.

Hamsik in tribuna al San Paolo, Ansa

Arek e Fabian

Il Napoli, però, allunga. E lo fa con la qualità dei singoli. Quelli che emergono quando le gambe cominciano a non girare e la classe prende il sopravvento. Il polacco, che spacca una traversa su punizione, segna poi, scattando sul filo del fuorigioco, il gol che può valere la vittoria. Il terzo nelle ultime quattro partite. E dentro c’è tutto: intelligenza tattica, timing e pure quella vista 10/10 della porta che, per la verità, ogni tanto si abbassa. Non ora.

Milik, Ansa



L’Atalanta, che pure prende un palo con Pasalic sull’1-1, paga forse la troppa leggerezza offensiva (Zapata sempre infortunato, Muriel entra solo nel finale), ma subisce soprattutto lo strapotere fisico e tecnico di Fabian Ruiz. Lui manda Milik in porta. Lui guida il traffico in mezzo in quella che sembra una operazione di sorpasso, ma non lo è. Perché a 5′ dalla fine, dopo un contatto più che dubbio nell’area dell’Atalanta tra Kjaer e il neoentrato LLorente, scatta la ripartenza della Dea e Ilicic fa 2-2. L’arbitro Giacomelli non va a rivedere l’episodio incriminato ed è baraonda. San Paolo infuriato, Ancelotti espulso e per poco Ilicic non fa 2-3. Stavolta Meret è super. Ma il Napoli resta alle spalle della Dea.