YouTube diffonde propaganda cinese? Il caso del video sulle proteste a Hong Kong

Nel video prodotto dalla televisione di Stato cinese, le agenzie di intelligence americane e britanniche vengono accusate di aver architettato le proteste. È stato visualizzato più di 500 mila volte

Le ultime indiscrezioni dalla Cina parlano di nuove concessioni ai cittadini di Hong Kong dopo oltre 5 mesi di manifestazioni (iniziate il 31 marzo), ma non è detto che la propaganda cinese, che tende a raffigurare le proteste come l’opera di poteri stranieri, rallenti.

Forse complici anche gli algoritmi di piattaforme social, come nel caso del video della televisione di Stato cinese CGNT, che secondo AlgoTransparency, la società specializzata nell’analisi di contenuti virali su YouTube, figurerebbe tra i video “consigliati”.

L’algoritmo

Per “consiglio” si intende suggerire i video che la piattaforma YouTube riporta come risultato di una ricerca, in questo caso al tentativo di trovare materiale sulle proteste di Hong Kong.

Il 24 agosto, circa a metà delle proteste, il video prodotto dalla televisione di Stato cinese – dal titolo allusivo «Who’s behind Hong Kong Protests?», ovvero “Chi c’è dietro le proteste a Hong Kong?” – è stato proposto sei volte di più rispetto alla media, classificandosi all’11esimo posto tra i video “più consigliati”. Un risultato che ha portato il video – pubblicato il 22 agosto – ad essere visualizzato ben 561 mila volte.

Come spiega il sito di AlgoTransparency – società creata da un ex ingegnere di YouTube Guillaume Chaslot – i video “consigliati” appaiano sulla destra dello schermo tra le “prossime visualizzazioni”. La metodologia utilizzata dalla compagnia è semplicemente quella di seguire il filo dei video “consigliati”, usando un account “nuovo”, partendo dai primi sei risultati e selezionando i tre video principali.

Per YouTube – che nel replicare alla ricerca ha citato un video del sito Vox sulle manifestazioni che è stato visualizzato ben 10 volte di più rispetto al video dell’emittente cinese – non si tratta di un metodo abbastanza affidabile proprio perché utilizza un account “nuovo” mentre la maggioranza dei “video consigliati” sono personalizzati e perché tende a simulare un tipo di utente che non esiste, ovvero un utente che apre e visualizza tutti i video.

Il video

Si tratta comunque di un dato che evidenzia i problemi di “fact checking” e di controllo editoriale che riguardano la piattaforma di YouTube, come altri social media. Il contenuto del video infatti è piuttosto controverso, visto che attribuisce le proteste di Hong Kong a “potenze straniere”, in particolare i servizi segreti britannici e americani, nonostante abbiano visto scendere per strada – per mesi – milioni di cittadini.

Nel video viene inoltre sottolineato come la Cina non sia in grado di fermare l’attività sovversiva di potenze straniere, proprio a causa dell’autonomia di cui gode Hong Kong (nonostante «faccia parte della Cina») che l’ha resa una sorta di paradiso giudiziario per spie e per criminali di ogni genere.

Le proteste di Hong Kong sono nate proprio con lo scopo di bloccare la legge sull’estradizione di criminali verso la Cina, successivamente accantonata dalla governatrice di Hong Kong Carrie Lam dopo mesi di proteste.

Dagli esordi di marzo il movimento è diventato più grande, più violento e più ambizioso nel chiedere non solo le dimissioni di Lam, ma anche l’introduzione del suffragio universale e il rafforzamento della democrazia Hong Kong a scapito del controllo cinese.

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