La Lazio passa a San Siro: Immobile e Correa spengono il Milan, Inzaghi in zona Champions

Rossoneri alla sesta sconfitta: l’autogol di Bastos è cancellato da una super giocata di Luis Alberto

Pesante vittoria della Lazio a Milano nel posticipo serale dell’undicesima giornata di campionato (1-2). I biancocelesti passano al 25′ col 100esimo gol di Immobile con la maglia dell’Aquila. Tre minuti e Bastos infila un clamoroso autogol dopo una deviazione di Piatek. Nella ripresa, però, un colpo di genio di Luis Alberto manda Correa in porta e Donnarumma nulla può (83′). La Lazio è quarta con Cagliari e Atalanta. Il Milan in una sempre più anonima posizione di metà classifica.

Il Diavolo e il bomber

La prima frazione era stata comunque la dimostrazione di come il Milan stia crescendo nello spirito e di quanto la Lazio, per quanto più tecnica, sia in riserva di benzina giocando ormai ogni tre giorni tra coppa e campionato. Il risultato è che i rossoneri, in fiducia, alzano la pressione sui portatori biancocelesti. Nulla di impressionante in fase di costruzione ma San Siro, che becca il solo Calabria (Kessie, altro bersaglio nell’ultima partita, parte dalla panchina a beneficio di Krunic), può finalmente apprezzare una squadra con l’anima.

La Lazio, però, è un osso duro anche se l’autonomia fisica segna rosso. Con Milinkovic in ombra, ci pensano Luis Alberto, Correa e Immobile a mettere soggezione sull’out difensivo destro del Milan. Il capocannoniere della serie A fa prima tremare la traversa, poi si avventa su un cross dalla destra di Lazzari, taglia netto su Duarte e piazza di testa il pallone sul palo lontano (25′): Ciro fa 100 con la maglia della Lazio.

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Che, però, pecca di attenzione. E dopo tre minuti Bastos, con un maldestro intervento difensivo, spedisce alle spalle di Strakosha dopo una deviazione di Piatek. Il portiere della Lazio toglie poco dopo dalla porta un calcio d’angolo velenoso di Calhanoglu, ancora tra i migliori in casa Milan.

Il turco, ma è un po’ tutto il Milan a cambiare pelle rispetto al recente passato. La nota stonata arriva dall’infortunio muscolare occorso a fine primo tempo a Castillejo (dentro Rebic), fino a quel momento il migliore tra gli uomini di Pioli. Che, intanto, ha affidato a Theo Hernandez il compito di fare l’ala a tutti gli effetti, con le spalle coperte dietro da Krunic, meno offensivo ma più difensore rispetto a Kessie. Questione di equilibrio.

Pioli rischia, Correa punisce

Ma ci sono anche gli esperimenti dettati da situazione e fiducia. E così Pioli nella ripresa decide di tirare fuori Paquetà e mettere Leao davanti con Piatek. Il risultato è che il Milan non si vede più nelle metà campo della Lazio, anche perché di rifornimenti ne arrivano pochi e la battaglia è tutta in mezzo al campo dove il piccolo Bennacer diventa un leone: incontrista più che costruttore.

Alla lunga, però, nonostante escano prima Immobile e poi Caicedo entrato per sostituirlo, la qualità della Lazio, a parità di fiatone, prende il sopravvento. Luis Alberto torna a fare la seconda punta e il no look con cui manda in porta Correa è da applausi. Oltre che da tre punti. Quelli che spediscono la Lazio al quarto posto. Dove risuona l’inno della Champions.

Foto di copertina Ansa

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