Armi, droga e malware. Tutto quello che potevate trovare nel “Berlusconi Market”, il negozio “più affidabile” del dark web

Per dark web si intendono le reti che sfruttano la tecnologia di internet ma che non possono essere raggiunte attraverso i tradizionali sistemi di navigazione

Un market digitale da oltre 100mila annunci. Una sciocchezza rispetto a Amazon ma, secondo la Guardia di Finanza, una risorsa fondamentale per chi naviga nel dark web.

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche ha chiuso un black market considerato «la risorsa illegale più affidabile del dark web». Le indagini hanno portato all’arresto di tre italiani. A incuriosire anche il nome scelto per lo shop online: Berlusconi Market.

I dettagli dell’indagine

L’operazione, Darknet.Drug, ha portato all’identificazione di uomo di Barletta, noto nel dark web con il nickname di g00d00. Oltre a lui, in manette anche un altro soggetto, trovato in possesso di armi da sparo.

La Guardia di Finanza ha sequestrato anche 2,2 kg di sostenze stupefacenti, tra cui cocaina, ketamina e Mdma. Ma non solo. Pronte per essere vendute sul web c’erano anche 163 pasticche di ecstasy e 78 francobolli impregnati di Lsd. Sequestrato anche un locale commerciale, sempre a Barletta, in cui si potevano convertiere valute correnti con i Bitcoin.

Esattamente come nel film Point Break di Kathryn Bigelow, ai gestori del Berlusconi Market piaceva camuffare le proprie identità dietro quelle di politici famosi. In questo caso non si trattava dei presidenti americani ma di figure europee. L’amministratore era VladimirPutin, mentre il moderatore EmmanuelMacron.

Il più «importante mercato» del dark web

Oltre 100mila annunci di prodotti illegali. Secondo la Guardia di Finanza si trattava del «più importante mercato del dark web». Circa 30mila annunci erano rosalvati a farmaci e sostanze stupefacenti, tra cui psicofarmaci, cannabis, oppiodi, steroidi, cocaina e eroina. Tutto ordinatamente suddiviso in categorie.

Ma sul Berlusconi Market trovavano spazio anche annunci di gioielli, che le Fiamme Gialle sospettano rubati o contraffati, e armi. Circa 5mila annunci erano riservati a pistole, fucili, esplosivi e munizioni. Fra gli articoli in vendita anche malware e botnet, utili per attacchi informatici.

Cos’è il dark web e come si accede

Per dark web si intendono le reti che sfruttano la tecnologia di internet ma che non possono essere raggiunte attraverso i tradizionali sistemi di navigazione. Per arrivare al market chiuso della Guardia di Finanza, di cui non è ancora stato diffuso il nome, non bastava quindi digitare il suo nome su Google.

Era necessario accedere attraverso software creati proprio per questo scopo. Il protocollo più diffuso per navigare in queste reti è Tor, un sistema che permette di muoversi in anonimato. Il nostro Ip, una sorta di impronta digitale per la rete, rimabalza server che si trovano in Paesi diversi, fino a rendere difficile risalire all’utente originale.

Per cosa è usato il protocollo Tor

Questo sistema non viene utilizzato solo per scopi criminali. Certo, esistono casi arcinoti come il portale Silk Road, un market digitale che permetteva di acquistare qualsiasi tipo di droga a domicilio e la cui storia è stata raccontata dal documentario Deep Web.

Fonte: YouTube | Il trailer del documentario “Deep Web”

Eppure il protocollo Tor viene usato anche in altri ambiti per garantire l’anonimato delle fonti. È il sistema utilizzato da Wikileaks per permettere ai suoi utenti di inviare documenti al portale creato da Julian Assange e che ha permesso nel 2010 di rivelare una serie di materiali definita Iraq War Logs che hanno permesso di scoprire dinamiche inedite della guerra combattuta a Baghdad.

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