Basket, i giocatori sono tutti figli di immigrati. Tar respinge ricorso: «Non possono giocare nell’Under 16 Eccellenza»

Il Tar ha dato ragione alla Federbasket spiegando che non sussistono i presupposti per l’accoglimento del ricorso

Una squadra di Basket nata tre anni fa a Castel Volturno. Una solo missione, quella portata avanti dall’allenatore Massimo Antonelli e dalla società: togliere minorenni dalla strada.

Una formazione di 50 ragazzi provenienti da una poverissima comunità africana che a causa dell’indigenza dei genitori non possono praticare nessuno sport.

Tutti figli di stranieri, ma nati in Italia, che dopo aver vinto il campionato regionale, avrebbero avuto diritto ad entrare nel campionato Eccellenza, ma il Tar ha respinto la richiesta. Il motivo? Sono tutti figli di stranieri.

Il Tar del Lazio ha dato quindi ragione alla Federbasket il cui Consiglio Federale aveva negato la possibilità di partecipare al torneo Under 16 vista la vigenza della norma che vieta di tesserare più di due ragazzi con cittadinanza straniera.

Norma «salva Tam Tam»

La formazione guidata da Massimo Antonelli aveva fatto ricorso e a fine ottobre e il Tar, con decreto monocratico, aveva sospeso in via cautelare la decisione della Federazione, accendendo un lumicino di speranza; fiammella subito spenta nell’udienza camerale, in cui giudici amministrativi hanno confermato la legittimità della scelta della Federbasket.

Già due anni fa la storia dei ragazzi della Tam Tam Basket era venuta alla ribalta perché l’allora formazione under 14 si era vista negare l’iscrizione ai campionati federali sempre per la stessa norma; intervenne addirittura il governo Gentiloni con un emendamento ad hoc inserito nella legge di bilancio, ribattezzato «norma salva Tam Tam», che ha consentito il tesseramento annuale anche a giovani extracomunitari non in regola con i permessi di soggiorno, a condizione che siano iscritti da almeno un anno ad un qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano.

Intanto la squadra ha continuato a giocare e vincere, aggiudicandosi il campionato Under 15 regionale, e sperava di poter accedere a quello Under 16.

Le motivazioni del Tar

La norma a cui ha ha fatto riferimento il Tar era nata per impedire che procuratori sfruttassero giovani atleti africani per poi guadagnarci sopra. La Tam Tam Basket si era dunque rivolta al Tar per chiedere una deroga, una richiesta che è stata però respinta perché «non sussistono i presupposti» per l’accoglimento del ricorso «non risultando allo stato preclusa alla società ricorrente la partecipazione, e con essa la pratica sportiva di tutti i minori stranieri non aventi la cittadinanza italiana, al diverso campionato Under 16 Gold in cui la società risulta essere regolarmente iscritta».

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso sia per la mancata «presentazione della domanda d’iscrizione al Campionato di Eccellenza sia per la successiva mancata impugnazione della comunicazione ufficiale del 14 agosto 2019, con cui è stata resa nota la composizione del campionato».

I motivi di esclusione sarebbero quindi legati sia al fatto che alla squadra sia stata comunque permessa la partecipazione al campionato Under 16 gold, sia che vi sia stato un ritardo nella presentazione dell’iscrizione al campionato.

Le scuse dell’allenatore

Una decisione per cui lo stesso allenatore Antonelli ha deciso di scusarsi, colpevole, secondo lui, di aver commesso un errore: «In pratica ho inviato una richiesta di iscrizione al campionato Under 16 di eccellenza al settore giovanile dichiarando di iscrivere la squadra e con annessa la richiesta di giocare in deroga in quanto i miei ragazzi sono tutti stranieri», scrive su Facebook l’allenatore.

Voglio fare un mea culpa, sul perché non abbiamo vinto il ricorso al TAR e con questo atto mi voglio innanzitutto…

Posted by Massimo Antonelli on Friday, November 8, 2019

«Purtroppo questa è stata una leggerezza fatale … cioè non ho eseguito il percorso classico che si deve fare online, pensavo visto il caso anomalo della richiesta della deroga di andare a monte, a coloro che dirigono i campionati giovanili, alla massima struttura, ma purtroppo l’ho imparato solo all’ultimo atto del giudizio del TAR del Lazio. A proposito al primo atto il TAR aveva sospeso il diniego alla nostra partecipazione e ciò dimostra quanto buon lavoro hanno fatto gli avvocati».

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