Esplosione ad Alessandria, un fermo per l’omicidio dei tre vigili del fuoco

Le accuse sono di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie

Un interrogatorio durato più di cinque ore alla presenza di un avvocato. Potrebbe essere lui, il proprietario della cascina di Alessandria, l’uomo fermato nella notte per l’esplosione che è costata la vita a tre vigili del fuoco.

Dai carabinieri non arriva alcuna conferma ufficiale che il fermato – accusato di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie – sia Giovanni Vincenti, ma è un’ipotesi plausibile alla luce dell’interrogatorio e del fatto che l’uomo si è presentato davanti agli inquirenti con l’avvocato perché probabilmente indagato.

«Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla», si è limitata a dichiarare l’avvocata Laura Mazzolini lasciando gli uffici dell’Arma in piazza Vittorio Veneto poco prima delle 2 del mattino.

Alle 2.29 la notizia del fermo in un comunicato di poche righe. Poco dopo Vincenti ha lasciato la caserma a bordo di un’auto: non si sa dove fosse diretto.

«Non ho informazioni da dare, gli inquirenti stanno facendo accertamenti», afferma il figlio di Vincenti, Stefano, contattato nella notte al telefono da Ansa. La svolta nelle indagini arriva poche ore dopo l’ultimo saluto ai tre pompieri Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo che in quella cascina hanno perso la vita.

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