Asprilla, confessione shock: così ha salvato il portiere Chilavert dall’esecuzione dopo una rissa in campo

Dopo un violento alterco in campo, 22 anni fa, l’ex Parma ha salvato la vita all’avversario in circostanze incredibili

Sono passati 22 anni, ma la rivelazione di Faustino Asprilla, un leggendario passato a Parma, fa venire i brividi. A chi ascolta, soprattutto a chi poteva essere ucciso.

L’attaccante colombiano avrebbe avuto tra le mani la vita di Luis Chilavert, con il quale durante la partita Colombia-Paraguay, valida per le qualificazioni al Mondiale del ’98, era arrivato alla rissa. Il portiere gli aveva sputato e poi tirato un pugno negli spogliatoi. In mezzo ai due episodi Asprilla aveva rifilato all’avversario una manata in bocca.

Chilavert, Ansa

Cose da campo, e oltre. Ma il post, in una folle sera di aprile 97, è da criminalità: «Dopo Paraguay-Colombia – rivela Asprilla a Telepacifico – ho ricevuto una telefonata da Julio Fierro». Si tratta di un narcotrafficante, un passato al fianco di Pablo Escobar. «Mi ha chiesto di andare al suo hotel e l’ho trovato con altre dieci persone, tutte ubriache e accompagnate da donne paraguaiane. A quel punto Fierro mi ha chiesto di autorizzare due dei suoi soci ad Asuncion ‘per uccidere quel ciccione di Chilavert’».

Asprilla, sconvolto, ha risposto: «Ma sei pazzo? Quel che succede in campo finisce in campo». La posizione di grande rispetto nutrita nei confronti dell’attaccante avrebbe, dunque, salvato la vita al portiere del Paraguay. L’esecuzione fu annullata.

Foto di copertina Ansa