Caso Rackete, fissata l’udienza alla Cassazione. Per i Pm fu «un atto di forza ingiustificato»

Per Vella la capitana della Sea Watch 3 non aveva rispettato il divieto di approdo nel porto di Lampedusa imposto dal Viminale perché aveva il dovere di salvare i naufraghi e condurli in un porto sicuro

Fissata l’udienza per l’ex comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, per il caso che a fine giugno aveva diviso il paese e la politica. L’appuntamento è per il 16 gennaio 2020 davanti alla terza sezione della Corte di Cassazione. L’ordinanza che aveva permesso la revoca degli arresti domiciliari per Carola Rackete è stata contestata da due Pm di Agrigento. La comandante della Sea Watch 3 è accusata di aver forzato il posto di blocco della Guardia di Finanza nel porto di Lampedusa per portare a terra 42 naufraghi a bordo della nave.

L’arresto

L’ormai ex comandante è stata arrestata il 29 giugno per resistenza a pubblico ufficiale e resistenza o violenza a nave da guerra dopo essere entrata in porto mentre il governo italiano aveva emanato un provvedimento di divieto di ingresso nel porto di Lampedusa. Dopo l’attracco, intorno alle 3 del mattino, Rackete è stata arrestata e messa ai domiciliari dagli agenti della guardia di Finanza per disposizione della procura di Agrigento: domiciliari poi revocati con l’ordinanza della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella.

Per Vella la capitana della Sea Watch 3 non aveva rispettato il divieto di approdo nel porto di Lampedusa imposto dal Viminale perché aveva il dovere di salvare i naufraghi e condurli in un porto sicuro, vista l’imminenza del pericolo per le vite delle persone a bordo della nave, escludendo così il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’accusa di violazione a nave da guerra è caduta invece perché la motovedetta della GdF non operava in acque internazionali.

L’udienza

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e la pm Gloria Andreoli hanno chiesto alla Suprema Corte di annullare l’ordinanza di Alessandra Vella che revocava i domiciliari Anche se la Cassazione dovesse accogliere il ricorso, Carola Rackete non rischia comunque un nuovo arresto: su questo punto non vi è stato ricorso a sancire che l’arresto, a detta dei ricorrenti, era stato, al contrario, legittimo.

Secondo i pm, l’ingresso di Rackete nel porto di Lampedusa si è trattato di «un atto di forza ingiustificato». «Non si può ritenere sussistente la scriminante dell’avere adempiuto a un dovere», si legge nel ricorso, «visto che i migranti erano in sicurezza nella rada con la massima assistenza delle autorità che avevano anche disposto alcuni sbarchi per motivi sanitari».

La Sea Watch 3 era in mare da 17 giorni senza un porto sicuro assegnato, dopo aver salvato, il 12 giugno, 42 persone in fuga dalla Libia nel Mediterraneo centrale. Molti dei naufraghi sono stati evacuati dalla nave con il passare dei giorni per il deteriorarsi delle condizioni di salute.

Carola Rackete durante una manifestazione di Extinction Rebellion XR a Berlino, Germania, 7 ottobre 2019. EPA/Clemens Bilan

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