Il deputato M5s che vuole lo scudo penale per l’ex-Ilva: «Nuova sensibilità tra i 5 Stelle. Si farà come dice Conte» – L’intervista

Il parlamentare pugliese si dichiara disponibile a votare l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia e dice di avere visto un cambiamento tra i 5 Stelle sul tema dell’immunità penale di fronte «al pericolo di caduta del governo»

Nunzio Angiola, deputato 5 Stelle al primo mandato, si dichiara favorevole a re-introdurre lo scudo penale per ArcelorMittal. Una posizione per ora minoritaria all’interno del Movimento 5 Stelle. Ma l’esponente tarantino, a quasi due settimane «dall’allarme rosso» lanciato dal presidente del Consiglio sull’ex-Ilva e dalla mobilitazione degli operai in tutta Italia, spiega perché all’interno dei 5 Stelle qualcosa stia cambiando.


Perché è favorevole alla reintroduzione dello scudo penale?
Visto il contesto particolare in cui siamo a Taranto, dove per anni non c’è stata attenzione all’ambiente, qualsiasi azienda avrebbe avuto difficoltà a esercitare un’attività industriale. Quindi se la questione è legata solo allo scudo penale, è giusto inserirlo.

Lei è l’unico a sostenere lo scudo penale in un movimento che si dichiara ontologicamente contro?
Inizialmente il gruppo parlamentare 5 Stelle aveva chiesto di non reintrodurre lo scudo penale. Ricordiamo che proprio Di Maio lo aveva reintrodotto nel decreto salva Imprese (decreto approvato dal governo M5s-Lega poco prima della caduta agostana dell’esecutivo, ndr). Ma io credo che ora sia cambiato il mood.

Il mood?
Si, il modo di vedere all’interno dei 5 Stelle di fronte al pericolo di fuga dell’azienda e di fronte al pericolo di caduta del governo. Penso che ora si rifletterà molto attentamente. Io sto avvertendo un cambiamento di umore e di sensibilità all’interno del gruppo 5 Stelle.

Ilva immagini di repertorio, foto del 2012 FOTOGRAFIE DI ANSA/DONATO FASANO

La scorsa settimana i senatori 5 Stelle hanno mantenuto la contrarietà verso lo scudo penale ma hanno chiarito che se dovesse essere questo l’unico punto sollevato dall’azienda, sarebbero disposti a confrontarsi con il presidente del Consiglio Conte. Si riferisce a questo?
Io penso che di fronte a una richiesta del presidente il gruppo agirà positivamente, nella direzione indicata dal presidente Conte. Qui alla Camera mi sembra molto più semplice, ma credo che anche al Senato si farà allo stesso modo. Credo che la voce del presidente Conte in questa fase sia molto importante e alla fine si andrà nella direzione da lui indicata.

Ne ha parlato con Di Maio?
Guardi che Luigi Di Maio alla fine ha l’impostazione di Conte.

Sicuro?
Ci siamo resi conto tutti che il punto, per ArcelorMittal, non è lo scudo penale. Ma se così dovesse essere… ho visto sia il presidente Conte che Di Maio pronti a recepire questa istanza. Se l’azienda apre al governo, dicendo di volere proseguire l’attività mantenendo i livelli occupazionali, si farà di tutto per la prosecuzione di questa attività compreso la re-introduzione dell’immunità penale.

Tra gli emendamenti alla manovra, Fratelli d’Italia ne ha presentato uno per introdurre lo scudo penale per l’ex Ilva. Lei lo voterebbe?
Se questo fosse necessario per far risedere la società al tavolo, io lo sosterrò.

Secondo lei ci sarà davvero un nuovo incontro tra azienda e governo?
Credo di sì. Ho visto che anche il presidente del tribunale di Milano ha detto di aspettarsi dalla società un comportamento volto ad assicurare l’operatività degli impianti perché ci vorrà qualche giorno per rispondere
al ricorso presentato (dai commissari, ndr) in base all’articolo ex.700 del codice di procedura civile. Credo che la società sarà molto prudente e si ripresenterà per trattare con il governo.

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