Terrorismo, la Cassazione conferma la pena di 9 anni per la prima foreign fighter italiana

Insieme a suo marito (condannato a 10 anni) era partita nel 2014 per andare a combattere con le milizie dell’Isis. I due non sono più rintracciabili da allora

La Corte di Cassazione di Roma ha confermato in via definitiva la condanna a 9 anni di reclusione per Maria Giulia “Fatima” Sergio, la prima foreign fighter italiana, accusata di terrorismo internazionale.

La seconda sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi presentati contro la sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Milano, nel giugno 2018, aveva confermato le condanne già inflitte in primo grado.

Confermati, sempre in via definitiva, anche i 10 anni di reclusione per il marito di Fatima, Aldo Kobuzi, originario dell’Albania. Di entrambi, però, non si hanno più notizie, dall’autunno del 2014, quando partirono da Inzago, nel milanese, per andare a combattere con le milizie dell’Isis in Siria.

Confermate anche le condanne per Haik Bushra, la presunta “indottrinatrice” (9 anni), Donika Coku e Seriola Kobuzi (8 anni), madre e sorella di Aldo Kobuzi.

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