Crescono gli studenti Erasmus, ma con qualche problema. I dati di quattro università milanesi

A sorpresa meglio le università pubbliche rispetto a quelle private (che puntano su altri programmi). I numeri complessivi sono in aumento, ma comunque indietro rispetto alla media europea

Nel 2017 l’Unione europea ha investito cifre record nel programma Erasmus – ben 2,6 miliardi di euro, +13% dal 2013 – con lo scopo di aumentare la mobilità degli studenti e dei docenti in Europa. L’obiettivo è quello di arrivare al 3,7% del totale degli studenti europei.

Anche in Italia aumentano gli studenti in Erasmus, ma con delle sostanziali differenze tra regioni e tra atenei. Come a Milano, dove esiste un divario tra università pubbliche e private. Vediamo alcuni dati.

Più studenti Erasmus in Italia, ma meno rispetto a Francia, Germania e Spagna

Aumentano gli studenti Erasmus sia in uscita che in entrata dall’Italia. Gli ultimi dati che riguardano la call del 2017 mostrano che sono circa 38.281 gli studenti Erasmus ad aver partecipato da 246 atenei italiani, +6,2% rispetto all’anno precedente. In aumento anche gli studenti in entrata: +6,3% per un totale di 20 mila giovani, circa 1.200 in più rispetto all’anno precedente.

Si tratta comunque di un numero inferiore rispetto a Francia, Germania e anche la meno popolosa Spagna. Sempre nel 2017 in Francia erano circa 45mila gli studenti ad aver studiato in altri atenei europei e 14mila invece gli studenti ad aver fatto uno stage all’estero. Il totale per la Germania era 40.959 in uscita, mentre per la Spagna 40.079.

Al 2017 la Lombardia era la prima regione italiana per numero di studenti in mobilità per studio – non per tirocini all’estero – con quota 5.359 circa (seconda l’Emilia Romagna con 3.650 studenti, seguita dal Lazio con 3.534 studenti). Un dato alto non solo rispetto alle regioni che esprimono meno studenti Erasmus (come il Molise con quota 75, la Valle D’Aosta con quota 20 e la Basilicata con quota 109), ma anche rispetto alla media delle 20 regioni: 1.449.

A Milano più Erasmus per le università pubbliche

Nel 2017 i primi 10 atenei italiani figuravano solo due università lombarde, entrambe pubbliche, entrambe a Milano: l’Università degli Studi di Milano (al quinto posto con 1.130 studenti in mobilità) e il Politecnico di Milano (all’ottavo con 1.069 persone).

Secondo i dati raccolti da Open, si tratta di un trend che continua nel 2018, anche se il numero di studenti in uscita dal Politecnico di Milano sarebbe superiore rispetto alla Statale di Milano: 1.586 (circa 3.5% degli studenti iscritti) rispetto a 1.004 (pari a circa 1,67%).

Meno studenti in Erasmus per le università private come l’Università Cattolica e l’Università Bocconi. Per la prima si parla di 548 studenti nel 2018-2019 (pari a circa l’1,37% del numero degli iscritti, 1,56% per gli iscritti nelle sedi padane), qualche decina in meno rispetto al 2017-2018.

Lo stesso vale per la Bocconi, a giudicare dai dati sul numero di studenti in uscita nel 2018-2019 (l’università non dispone di dati sul totale di studenti in Erasmus): 53 in Spagna (contro 167 Cattolica, 238 Statale e 278 Politecnico), 123 in Francia (contro 101 della Cattolica, 155 Statale e 187 Politecnico) e 69 in Germania (contro 82 Cattolica, 125 statale e 141 Politecnico).

Internazionalizzazione senza Erasmus

Ma c’è un ma: le università private come la Bocconi e la Cattolica sembrano puntare di più su altri programmi di mobilità, come spiega il professor Pier Sandro Cocconcelli, Delegato del Rettore al coordinamento dei progetti di internazionalizzazione dell’Università Cattolica.

«Il numero degli studenti che vanno in Erasmus, seppure sia aumento negli ultimi anni, è più limitato rispetto alle altre università ma accanto al processo Erasmus, che riteniamo importantissimo nell’ambito della formazione della cittadinanza europea offriamo ai nostri studenti altre possibilità di mobilità».

«Sono circa un quarto degli studenti che vanno all’estero con il programma Erasmus», continua Cocconcelli. «Noi abbiamo oltre 30 programmi di mobilità con più di 600 destinazioni, tra cui gli Stati uniti – destinazione più popolare – e la Cina. Sono circa 1.500 studenti che hanno avuto uno sostengo alla mobilità che è andata oltre al programma Erasmus».

I dati sembrano confermarlo: 2.863 in uscita di cui soltanto 548 in Erasmus. Per i 550 studenti della Cattolica che nell’attuale anno accademico sono andati o andranno negli Stati Uniti e i 200 in Cina, ce ne sono soltanto 8 dalla Statale per il 2018-2019 (1 negli Stati Uniti e 7 in Cina) per un totale di 54 nei paesi extra-europei. Dal Politecnico di Milano nel 2018-2019 erano 106 gli studenti ad aver studiato in Cina. La Bocconi invece nel 2019 ha mandato 91 studenti in Cina e ben 377 negli Stati Uniti, che si conferma la destinazione più popolare.

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