Hong Kong, l’attivista Joshua Wong contro Di Maio: «Deluso dalla sua indifferenza»

«Sono abbastanza deluso nel leggere le osservazioni indifferenti del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla terribile situazione dei diritti umani a Hong Kong. A Shanghai ha detto: ‘Non vogliamo interferire nelle questioni altrui’, riflettendo la tipica mentalità di chi pensa solo agli affari suoi. Per non parlare del fatto che alcuni gruppi italiani hanno avuto un ruolo nella brutalità della polizia di Hong Kong fornendo i veicoli della polizia stessa».

Lo scrive Joshua Wong, uno dei giovani leader del movimento pro-democrazia di Hong Kong, in un intervento pubblicato su La Repubblica. Wong mette in guardia l’Italia – «deve stare attenta a non dipendere dagli interessi economici cinesi» – e rivolge un «appello ai leader e ai politici italiani affinché si schierino con i manifestanti di Hong Kong, che si battono per la nobile causa di ottenere elezioni libere».

«Oltre a condannare l’uso della violenza della polizia contro la popolazione di Hong Kong, i Paesi europei, e in particolare l’Italia, dovrebbero riconsiderare gli accordi economici con un regime spietato che non rispetta mai le regole», sottolinea l’attivista.

Sulle elezioni, «è stato fondamentale andare a votare per far capire a Xi Jinping e al governo di Hong Kong che vogliamo elezioni libere e un’indagine indipendente sulla brutalità della polizia. La Cina respinge queste semplici richieste dal 1997», rileva Wong, che accusa il governo di avergli impedito di candidarsi.

La sconfitta, per il fronte pro-Cina a Hong Kong alle ultime elezioni distrettuali, è pesantissima. Un risultato che non ha lasciato margini di interpretazione per la governatrice Carrie La, che ha assicurato di voler rispettare il risultato e di voler ascoltare «con umiltà le opinioni dei cittadini»

«Ho pensato di chiedere un aiuto a livello internazionale, recandomi in Italia per spiegare agli amici europei la nostra causa democratica e pacifica», dice ancora Joshua Wong. «Purtroppo, il Tribunale non ha ritenuto importante la mia udienza presso il Parlamento italiano e ha respinto la mia domanda di viaggio. Dopo questa decisione, è chiaro che ora sono privato del diritto a candidarmi, della libertà di movimento, della libertà di riunione e della libertà di parola».

In copertina Joshua Wong, attivista pro-democrazia e segretario generale del partito Demosisto party, parla con i giornalisti prima di votare per le elezioni distrettuali a Hong Kong, 24 novembre. EPA/Fazry Ismail

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