M5s, Buffagni dà un’altra spallata a Di Maio: sulla gestione parlano i voti (persi)

«Il giudizio dei cittadini sull’attuale gestione lo hanno dato le urne. Nel periodo di governo con la Lega abbiamo sempre inseguito il Carroccio, abdicando su certi temi»

«Dopo lo schiaffo preso alle Europee noi del Movimento ci siamo incartati per mesi su noi stessi, senza ricordarci perché la gente ci aveva mandato nelle istituzioni», a parlare è Stefano Buffagni, esponente del M5S e viceministro al Ministero dello sviluppo economico, in un’intervista pubblicata oggi sul Fatto Quotidiano.

Una presa di posizione che, tuttavia, non gli fa dubitare dell’esecutivo: «Far cadere il governo con il Pd sarebbe da suicidi: piuttosto lavoriamo il doppio sui temi, e su un’idea complessiva di Paese». E sul confronto tra Beppe Grillo e il capo politico Luigi Di Maio, dice: «Credo che Beppe sia intervenuto per stabilizzare la situazione. Il giudizio dei cittadini sull’attuale gestione lo hanno dato le urne. Nel periodo di governo con la Lega abbiamo sempre inseguito il Carroccio, abdicando su certi temi. Ma il punto adesso – spiega – non è il chi ma il cosa, cioè cosa intendiamo realizzare».

Buffagni ne approfitta anche per scrollarsi di dosso l’etichetta filo-leghista: «Ma io sono stato l’unico a essere querelato da Matteo Salvini, alla Lega ho sempre fatto opposizione in Lombardia». Il problema, secondo il viceministro, è che il M5s non avrebbe dialogato abbastanza con il Nord: «Nel precedente governo abbiamo lasciato certi temi alla Lega. Mentre questo esecutivo ad oggi non rappresenta le istanze del Nord che produce, ed è un problema».

«La verità è che dobbiamo tornare tra la gente a spiegare cosa facciamo e perché, dare una prospettiva. Io sto lavorando con otto università a Italia 2030, un progetto governativo su crescita sostenibile e demografia. Il M5S e il governo devono dare un’idea di Paese».

Il test delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, secondo Buffagni, non deve essere trasformato in una lotta contro Salvini: «Correre con il Pd in Emilia-Romagna? Non decido io, e non credo sia la soluzione: ma se trasformassimo quelle Regionali in una battaglia nazionale contro la Lega sarebbe un enorme regalo a Salvini» ha concluso.

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