Il prete che canta “Bella Ciao” in chiesa: «Accetto un fascista solo se si redime»

Già negli scorsi mesi don Biancalani era stato vittima di offese sui social per via dei suoi progetti sull’accoglienza dei migranti. Ora la nuova polemica su “Bella Ciao”

Il fedeli stretti in cerchio, le mani una nell’altra. Il parroco guida il coro. Nella Chiesa risuonano le parole di Bella Ciao. Da diversi giorni queste immagini circolano sui social network, soprattutto da quando sono state ricondivise dal leader della Lega, Matteo Salvini. Immagini che hanno generato parecchio interesse, tanto da portare il protagonista del video ad Agorà, trasmissione in onda su Rai 3.

Il prete inquadrato è don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, in provincia di Pistoia. Già negli scorsi mesi don Biancalani era stato vittima di offese sui social per via dei suoi progetti sull’accoglienza dei migranti. La decisione di cantare l’inno della Resistenza in chiesa era stata annunciata nelle scorse settimane, tanto che monsignor Fausto Tardelli, vescovo della diocesi di Pistoia, aveva diffuso un comunicato in cui si leggeva:

«In chiesa nelle celebrazioni liturgiche non si possono eseguire canti inadeguati alla liturgia, come del resto il buon senso dovrebbe già far capire. Alla manifestazione pubblica di una posizione non corretta in campo ecclesiale purtroppo non si può che rispondere con un’altra pubblica e netta presa di posizione di biasimo nei confronti di un comportamento provocatorio assolutamente inopportuno e oltretutto controproducente, che arriva dopo ripetuti richiami a una maggiore attenzione all’uso dei social»

Nessun rimpianto. Anzi, i fascisti non sono graditi in chiesa

Ad Agorà don Biancalani ha ribadito la sua decisione: «Non sono stato il primo e non sarò probabilmente l’ultimo, è un canto che ci richiama alla nostra storia, forse una delle pagine più importanti e belle del nostro passato». Poi ha spiegato quello che sta facendo nella sua parrocchia: «Vicofaro sta compiendo un’azione di resistenza perché accoglie ogni giorno. Stiamo accogliendo più di 200 migranti abbandonati dalle strutture, abbandonati da tutti, e devo dire nella dimenticanza della chiesa stessa».

E a chi dallo studio della trasmissione cerca di provocarlo chiedendogli se accetterebbe un fascista nella sua chiesa, risponde: «Io accolgo un fascista in chiesa se questa persona fa con me un percorso di redenzione, con ideali di pace, giustizia e libertà».

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